Giulia Bongiorno, la proposta per la magistratura: un test psicologico ai giudici

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Giulia Bongiorno, avvocato e politico italiano, 22 marzo (ANSA/MAURIZIO DEGL'INNOCENTI)
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Occorre una svolta nei criteri di selezione dei magistrati. La invoca Giulia Bongiorno, celebre avvocato e ora ministro della Pubblica Amministrazione. Ieri, durante il suo intervento alla scuola di formazione politica della Lega a Milano, ha proposto di cambiare: «Spero ci possa essere una nuova riflessione sul metodo di reclutamento della magistratura perché ci servono dei magistrati che siano sempre all’ altezza dei loro compiti. Oggi come oggi i magistrati hanno un tipo di concorso solo nozionistico». Invece, a suo parere, «bisognerebbe cercare di fare in modo che ci sia un percorso di tirocinio fatto in modo anticipato rispetto all’ esame. Prima si fa il corso di tirocinio e poi si supera l’ esame un po’ come avviene con gli avvocati». Al termine, insomma, chi ha in affidamento il tirocinante esprime un parere sulle attitudini di quest’ ultimo. Inoltre, il ministro ritiene che «bisogna cercare di verificare anche l’ attitudine a giudicare, non solo la conoscenza delle norme». Come? L’ orientamento del ministro pare sia favorevole a procedere a una valutazione delle caratteristiche psico-caratteriali degli aspiranti giudici, pm, gip e di tutti i candidati a indossare la toga.

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