Che l’ex istituto religioso di via XXIV Maggio fosse in condizioni pietose e che lo fosse, ai piani superiori, anche prima dello sfratto dell’ufficio anagrafe del Comune, era cosa risaputa e nota. Ma che in quella struttura, una di quelle simbolo della città, dove tante persone si sono formate o hanno trascorso la loro adolescenza, non si riesca nemmeno ad eseguire una pulizia, qualche intervento (quelli alla storica fontanina, ai tubi dell’acqua e alla colonna fecale dell’affacciata principale) di manutenzione per evitare che tutto lo stabile vada definitivamente in malora, beh, ci sembra francamente troppo. La struttura, oggi abbandonata a se stessa e di proprietà comunale, è parzialmente gestita da un parroco che utilizza alcuni spazi esterni e interne come luogo di aggregazione per bambini. Nessuno però, né il parroco né il Comune, hanno la forza di far riparare una fontanina, che perde acqua da mani a sera; nessun tecnico può intervenire per riparare quattro tubi e nessuno può mettere un po’ d’ordine e fare un minimo di pulizia dopo il caos (pare che siano passati gli Unni) dello sfratto voluto dall’Ente? Non c’è un minimo di rispetto per la storia della città?

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