Slot machine e casinò, arrestato l’ex parlamentare Laboccetta

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20090126 - NAPOLI - CLJ - APPALTI ROMEO: LABOCCETTA DA PM, INCHIESTA VERSO CHIUSURA. Il deputato del Pdl, Amedeo Laboccetta, questa sera all'uscita dalla Procura di Napoli. L'inchiesta sugli appalti a Napoli che vede coinvolto, tra gli altri, l'imprenditore Alfredo Romeo, e' ormai alle ultime battute. Oggi i pm titolari dell'indagine - i sostituti della Dda Vincenzo D'Onofrio, Raffaello Falcone e Pierpaolo Filippelli - hanno interrogato il deputato del Pdl Amedeo Laboccetta, il terzo parlamentare indagato dopo Italo Bocchino (Pdl) e Renzo Lusetti (Pd). Laboccetta nei giorni scorsi aveva ricevuto un avviso di garanzia in cui si ipotizzano i reati di associazione per delinquere e turbativa d'asta. Nel pomeriggio, accompagnato dal suo legale, l'avvocato Giuseppe Fonisto, si e' recato in procura dove e' rimasto per quasi cinque ore. ANSA/CIRO FUSCO/FU
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Il principale imprenditore internazionale delle slot machine e re dei casinò ai Caraibi, un ex parlamentare già noto alle cronache e professionisti a vario titolo operanti nel settore sono stati arrestati nell’ambito di un’inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Roma. Gli arrestati sono l’imprenditore Franco Corallo e l’ex parlamentare del Pdl Amedeo Laboccetta. Sono soltanto indagati, invece, Sergio e Giancarlo Tulliani, suocero e cognato dell’ex presidente della Camera Gianfranco Fini.

Gli arresti, avvenuti anche all’estero, sono stati eseguiti dallo Scico della Guardia di Finanza in contemporanea a perquisizioni in numerosi stati (Antille Olandesi, Regno Unito, Canada e Francia) e sequestri di numerosi beni e conti correnti per centinaia di milioni di euro. L’inchiesta della magistratura romana riguarda un’associazione per delinquere transnazionale che riciclava in tutto il mondo i proventi del mancato pagamento delle imposte sul gioco on-line e sulle video-lottery. I dettagli dell’operazione saranno resi noti nel corso di un incontro con i giornalisti che si terrà alle 15 presso gli uffici del Nucleo di Polizia Tributaria di Roma alla procuratore Giuseppe Pignatone e dell’aggiunto Dda Michele Prestipino.

L’organizzazione che aveva costituito una serie di «società cartiere», specializzate nell’emissione di fatture false, aveva base a Roma, al quartiere Parioli, e di essa facevano parte anche alcuni pregiudicati. Alle «società cartiere» – hanno accertato i finanzieri del nucleo speciale di polizia valutaria – si è rivolto nel tempo un numero molto elevato di società sparse in tutt’Italia, dal Piemonte alla Sicilia, tutte interessate a realizzare risparmi fiscali e ad accumulare «fondi neri». Tali società operano prevalentemente nei settori dell’edilizia, della logistica e del facchinaggio; alcune sono cooperative di servizi.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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