Sexcetera, la dipendenza sessuale

Dipendenza sessuale, ecco le cause. Leggi l'articolo di Maria Rossetti

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La sessualità è una pulsione naturale che ha tante implicazioni emotive, culturali e morali. Fino a pochi anni fa, qualsiasi attività sessuale, se non finalizzata alla procreazione, era considerata come un vizio o una malattia. Oggi, dopo la liberalizzazione sessuale iniziata negli anni settanta, si è dato un nuovo significato alla sessualità. Essa rappresenta un aspetto fondamentale per ogni individuo, sia dal punto di vista personale che relazionale.

Oggi finalmente si parla di sessualità non solo con finalità riproduttiva e di comunicazione affettiva e ludica nella coppia ma anche quale dimensione del benessere individuale, che origina dal rapporto che abbiamo con il nostro corpo e con la nostra mente.

Eppure, esistono persone per cui il sesso diventa un problema, perché assume i caratteri di una vera e propria ossessione.

La dipendenza sessuale o sex addiction, può declinarsi nei comportamenti più vari:

  • Fantasie sessuali e uso smodato della pornografia
  • Masturbazione compulsiva
  • Sesso con sconosciuti, con prostitute, con persone incontrate on-line o sesso virtuale tramite app
  • Frequentazione di ambienti connessi a determinate pratiche sessuali (club scambisti, ecc).
  • Ore interminabili passate su Internet e su siti pornografici;

Tra le conseguenze più frequenti si va da chi dilapida il proprio stipendio per andare a prostitute a chi non sa resistere alla tentazione di mostrarsi nudo alla finestra senza preoccuparsi delle conseguenze. Senza parlare di chi arriva a compiere azioni moleste come il frotterismo (strofinare i genitali su una persona non consenziente) o perfino violenze sessuali o sesso su minori.

I rischi maggiori sono legati alla totale perdita del controllo sulla propria vita che porta a continui sbalzi di umore, all’isolamento sociale ed emotivo, all’incapacità di portare avanti i propri impegni lavorativi fino alla perdita del lavoro, al pericolo di contrarre malattie sessualmente trasmesse per la messa in atto di rapporti sessuali a rischio, alla chiusura della propria relazione sentimentale con esito in separazione e divorzio.

Come capire allora quando il sesso diventa una vera e propria droga?

Possiamo parlare di dipendenza sessuale quando il bisogno sessuale diventa incontrollato, quando c’è l’urgenza di soddisfarlo ad ogni costo e nonostante possa produrre conseguenze negative per se stesso e per gli altri. Una persona è affetta da dipendenza sessuale quando la sessualità diventa un chiodo fisso rispetto a ogni altro aspetto della vita, non solo per il piacere che procura ma anche per il disagio, l’ansia e il malessere che genera l’astinenza.

Anche se l’attività sessuale appena compiuta ha portato al raggiungimento dell’orgasmo, il soggetto rimarrà ugualmente inappagato. Un sessodipendente vive la propria sessualità come un impulso irrefrenabile, cui non può rinunciare e ha bisogno di dedicarsi a queste attività anche in presenza di stati emotivi poco piacevoli come la depressione o problemi di salute fisica.

Le persone dipendenti dal sesso non riescono a controllare il loro comportamento nemmeno se instaurano un rapporto serio e duraturo con un partner, né riescono a fermarsi se diventano genitori. Spesso provano vergogna e senso di colpa per le proprie attività sessuali senza però riuscire a interromperle.

Alcuni riescono a mascherare bene i loro disturbi e non li percepiscono come un problema. Costoro riescono a mantenere la propria dipendenza fuori dalla propria vita, apparentemente normale, sdoppiandola con bugie, segreti, sotterfugi e negazioni per non farsi scoprire dal partner, dai familiari e dagli amici.

In questi casi, come nelle altre forme di dipendenza, prevale spesso l’illusione di riuscire a gestire e avere il controllo del proprio comportamento. Spesso ci si ripromette di smettere, che quella sarà l’ultima volta che vanno dalla prostituta o perdono tempo su quel sito porno, ma poi, la scarsa capacità di controllo li riporta alle stesse situazioni sessuali, nonostante le conseguenze negative.

Altre persone invece, vivono ai margini della società, perché soffrono anche di altre forme di dipendenza o perché hanno comportamenti che li portano a entrare in conflitto con l’autorità, per esempio molestando o aggredendo donne.

Sembra che in Italia i dipendenti da sesso siano quasi il 6% della popolazione, tra i 25 e i 64 anni e in stragrande maggioranza si tratta di uomini. Il 30% di questi ha un partner fisso mentre gli altri sono single, anche se spesso sono divorziati, separati o vedovi.

Il fenomeno della sex addiction, seppure più raramente, è presente anche tra le donne.  Costoro però riescono più facilmente a convivere con questo disturbo, perché curano di più gli aspetti relazionali rispetto agli uomini.  Per esempio, nell’uso d’internet, preferiscono le chat room, che permettono comunque di stabilire un simulacro di relazione, mentre gli uomini spesso accedono a internet solo per visualizzare materiale pornografico.

Molte donne si nascondono dietro attività lavorative sessualizzate, non necessariamente prostituendosi ma scegliendo professioni dove il corpo ha preminenza quasi assoluta.  Rispetto alle donne, gli uomini sono più propensi a chiedere aiuto, perché temono meno il giudizio altrui. La maggior parte degli studi concordano nell’affermare che alla base del disturbo c’è un insieme di cause, biologiche e psicologiche.

È solo quando c’è una fragilità psicologica che comportamenti che fanno parte della nostra vita normale possono creare dipendenza. Molti di questi soggetti hanno avuto un’infanzia caratterizzata da un ambiente disturbato dal punto di vista emotivo. Spesso si tratta di bambini che non si sono sentiti protetti, che sono stati trascurati o abusati. Da adulti stabiliscono una dipendenza dal sesso come una compensazione per l’affetto non ricevuto durante l’infanzia.

Sul piano biologico, gli studi si sono concentrati soprattutto sugli squilibri ormonali: alcuni ritengono che possa esserci una scarsa produzione di prolattina, un ormone che aumenta al momento dell’orgasmo. Per altri il problema sarebbe i dovuto a un’alterazione dei neurotrasmettitori (dopamina, adrenalina e serotonina), che agiscono sui meccanismi della gratificazione.

Anche se di dipendenza sessuale non si muore, non dobbiamo ignorare le gravi conseguenze che questi comportamenti possono avere sulla vita di chi li pratica, con ripercussioni anche sulla famiglia. Talora, il vuoto e la disperazione di queste persone può sfociare nella depressione. Le più recenti analisi sul tema, indicano che il problema della dipendenza sessuale si stia aggravando soprattutto tra i più giovani, in cui stanno aumentando i comportamenti estremi: tra chi abbraccia l’anoressia sessuale astenendosi del tutto da ogni attività legata al sesso e, chi non riesce a controllare l’impulso sessuale.

Molto spesso la dipendenza sessuale nei giovani, agganciata alla difficoltà di instaurare relazioni, si svolge soprattutto attraverso internet ma della cybersex addiction ne parleremo la prossima volta.

Maria Rossetti, ginecologa e sessuologa

© Copyright Redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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