La notizia del rinvio a giudizio dei sette indagati è stata accolta con tiepida soddisfazione da parte dei genitori di Salvatore Giordano. Per papà Umberto e mamma Margherita, infatti, il principale responsabile della tragedia resta il sindaco di Napoli Luigi De Magistris. “Lo sosteniamo fin dal giorno in cui è morto Salvatore – spiega Umberto Giordano – il sindaco di Napoli non può essere esente da colpe. Il nostro pensiero è supportato da dati oggettivi, non si tratta quindi di un accanimento nei confronti di De Magistris”. Una certezza, quella dei genitori di Sasy, che si basa essenzialmente su due dati: De Magistris era a conoscenza delle criticità della Galleria Umberto, poiché a più riprese era stato compulsato sull’argomento in Consiglio comunale dal consigliere Moretto.
Ma c’è anche un altro elemento, emerso proprio in questi giorni. “Il perito nominato dalla Procura – sottolineano i genitori di Salvatore e i legali della famiglia – ha certificato che la parte dell’immobile da cui si è staccato il fregio che ha colpito Salvatore è di proprietà del Comune di Napoli e, pertanto, anche la manutenzione era di competenza dell’ente comunale. Perché i magistrati non hanno ancora tenuto conto? C’è forse qualcuno interessato a sminuire le responsabilità del sindaco e a scaricare tutte le colpe su qualche anonimo tecnico o funzionario? De Magistris, in quanto primo responsabile della pubblica sicurezza – aggiungono i familiari di Sasy – aveva il dovere, l’obbligo di sollecitare i suoi funzionari affinché mettessero immediatamente in sicurezza l’area. Lo ha fatto solo dopo, quando mio figlio ormai non c’era più”.
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