Esultano i costruttori e i proprietari dei terreni di via Corree di sotto, il Tar ha infatti accolto il ricorso presentato dai titolari del comparto denominato C17. Un lotto di terreno all’interno del quale potrebbero sorgere almeno due o trecento appartamenti.
Qualche mese fa il Comune di Marano, con un apposito atto di revoca, dopo mesi di tentennamenti, aveva annullato la delibera con la quale il commissario ad acta nominato dalla Provincia, l’architetto D’Urso, aveva in precedenza dato il la al piano edificatorio. L’ente commise però un errore, un grave errore, almeno secondo quanto affermano alcuni esperti del settore. Avrebbe dovuto infatti ricorrere al Tar e chiedere al tribunale amministrativo di annullare quella contestata delibera. Invece l’ente optò per l’annullamento in autonomia (forse non era titolato a farlo) ed è su questa base che si sarebbe pronunciato il Tar.
Un errore marchiano, per alcuni voluto. Ora al Comune non resta che il ricorso al Consiglio di Stato, ma l’ombra di una nuova colata di cemento pronta ad abbattersi sulla città non è più una semplice ipotesi.
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