«Io considero scissione la più grande sconfitta da evitare con ogni mezzo, e il congresso è l’unico modo perché cosi chi vince sarà sostenuto da chi perde come farei io se Renzi dovesse vincere». Lo ha detto il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, intervistato da Maria Latella su SkyTg24. Il «governatore», uno dei possibili sfidanti di Matteo Renzi per la segreteria del Nazareno, ha anche rilanciato la necessità di avviare una fase congressuale vera, non sostituibile con delle semplici consultazioni primarie di facciata che prescindano da un confronto a tutti i livelli, a partire dunque dalla consultazione degli iscritti in tutti i circoli territoriali, tra le diverse linee politiche dei dem. Una posizione in linea con quella espressa sabato da uno dei leader della minoranza del Pd, Gianni Cuperlo, uno dei contendenti di Renzi nelle primarie del 2013, che ha invitato il segretario a dimettersi per consentire l’avvio del congresso.
«Niente alleanze con gli avversari»
Emiliano ha affrontato anche il nodo della legge elettorale, alla luce della bocciatura di parti significative dell’Italicum da parte della Consulta che comporterà un accordo di larghe intese in Parlamento qualora nessuna forza politica raggiungesse il 40% necessario per far scattare il premio di maggioranza. «Non si possono fare alleanze con i propri avversari – ha detto il governatore -. Io penso invece che dobbiamo approvare rapidamente una legge elettorale su modello di quella delle Regioni con premio alla coalizione in questo modo potremmo ricostruire un modello politico simile all’Ulivo partendo dal centro dello schieramento». Per Emiliano il disastro del Pd è stato dovuto all’illusione di potere fare alleanze con gli avversari politici per le riforme. E a proposito di possibili alleanze con Alfano? «Lui dovrebbe chiarire le cose dentro il suo partito, che si chiama ancora Nuovo centro destra. Occorre anche li un congresso che dica “ci siamo sbagliati, noi non siamo di destra, siamo di centro o di sinistra” e se poi gli crediamo…».
Ha infine parlato dell’Unità, il giornale del partito avviato alla chiusura e delle parole del direttore Sergio Staino che ha parlato di un quotidiano lasciato a se stesso. «Se lo dice il direttore evidente deve essere vero – è il commento di Emiliano -. In questo stile di governo che qualcuno chiama renziano tutto viene utilizzato e poi buttato via. La rottamazione è diventata l’elemento filosofico della segreteria Renzi. Egli spontaneamente devasta tutto ciò che entra in relazione con lui e adesso serve una fase di ricostruzione, serve un gruppo, non una singola persona, che si incarica di ricostruire amicizia, armonia, che non pensi di avere sempre ragione e che non abbia dentro di sé odio politico».


























