Il parastato maranese e l’odio verso la stampa “cattiva”, colpevole di aver previsto scioglimenti, indagini e arresti

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Tre scioglimenti per mafia di fila, cinque in totale. E quello di Bertini, annullato dal TAR, oggi — alla luce di ciò che è emerso dopo — rischia di apparire come quello più corretto e veriterio.

Gli articoli di Terranostranews e del direttore Bocchetti? Alcuni sono finiti nelle tre relazioni degli ultimi scioglimenti. Altri nell’ordinanza di custodia cautelare dell’ex sindaco Mauro Bertini. Altri in quelle sull’area Pip. Le vicende raccontate per anni — da Palazzo Merolla alla Masseria del Galeota, dall’area industriale alle interminabili querelle politico-amministrative — sono riemerse negli atti giudiziari. E poi ci sono pentiti, arresti, indagini, interdittive antimafia, abusi edilizi e commerciali: un archivio di fatti, anticipazioni, esclusive, non di fantasie.

Eppure il piccolo parastato maranese, composto da filosofi, avvocaticchi, ex consiglieri, sacerdotoni dalla memoria selettiva e militanti professionali, continua a dedicare più energie all’odio verso un giornale e ia suo direttore che alla domanda fondamentale: quello che è stato scritto era vero oppure no? Domanda semplice. Troppo semplice, evidentemente. Tra loro c’è anche un soggetto che scrive testualmente circa la necessità di “annientare Bocchetti”. Siamo a questo.

Meglio dunque parlare di “stampa cattiva”, di complotti e di giornalisti nemici. Perché quando i fatti entrano nelle carte ufficiali, naturalmente, la colpa resta della stampa.

È una curiosa forma di revisionismo: non si contestano i fatti, si contesta chi li ha raccontati.

E così, mentre le carte giudiziarie fanno il loro mestiere, cinquanta o sessanta persone continuano a fare zizzania dalla mattina alla sera. Forse sarebbe più utile leggere.

E, soprattutto, avere il coraggio di ammettere quando la verità dà torto alle proprie simpatie.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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