Gestione rifiuti, Marano nel caos: sindacati all’attacco della ditta, cittadini esasperati. Sul piede di guerra anche gli operatori del verde ormai impiegati quasi come raccoglitori. “Serve una svolta immediata”

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La gestione dei rifiuti a Marano sembra essere arrivata a un punto di rottura. Alle diffuse sacche di inciviltà che continuano ad alimentare l’emergenza si aggiunge un quadro sempre più preoccupante sul fronte dell’organizzazione del servizio e delle condizioni di lavoro.

Cisl, Cgil e Cobas hanno acceso i riflettori sul cantiere di Giugliano della Marano Ambiente Scarl e sull’isola ecologica, descrivendo una situazione ormai insostenibile. Le organizzazioni sindacali chiedono interventi immediati per ripristinare decoro, igiene e salubrità degli ambienti a tutela dei lavoratori. Tra le criticità segnalate figurano anche presunti mancati versamenti ai fondi contrattuali, come PreviAmbiente e Fasda. Le note sono state inviate alla società, al Comune, ai commissari straordinari, al Rup, mentre la Cgil ha interessato anche l’Asl Napoli 2 Nord denunciando la mancata pulizia e sanificazione dei locali, in particolare dei servizi igienici. Altre sigle hanno coinvolto anche la Prefettura.

I Cobas denunciano inoltre la mancata consegna del vestiario estivo e dei dispositivi di protezione individuale, lo stress crescente dei dipendenti, le criticità del parco automezzi e l’assenza di confronto con le organizzazioni sindacali.

Non finisce qui. Gli operai addetti al verde pubblico, che non fanno parte del servizio di igiene urbana, vengono ormai impiegati anche nella raccolta dei rifiuti fuorisciti dalla potatura di vegetali, con mansioni che, secondo gli stessi lavoratori, andrebbero oltre quanto previsto dai rispettivi contratti.

Sul fronte del servizio emergono anche le proteste dei cittadini, che segnalano turni di raccolta effettuati in orario serale anziché mattutino e lamentano la cronica assenza degli spazzini in numerose zone della città. Nel frattempo la raccolta differenziata continua a registrare risultati deludenti: la campagna informativa non ha prodotto gli effetti sperati e il Comune non è riuscito a mettere in campo un’efficace task force di controlli contro gli incivili del sacchetto.

Una crisi che, secondo molti osservatori, si trascina sin dall’affidamento del servizio a una società aggiudicataria con un ribasso d’asta particolarmente elevato, oggi ritenuto da più parti incompatibile con standard adeguati di efficienza. Sempre più insistenti le richieste di valutare un cambio di gestione e il coinvolgimento della Prefettura nelle more del nuovo appalto, ricordando che quello attuale fu bandito anni fa dalla Centrale Unica di Committenza Nolana, poi superata dall’attuale gestione commissariale insediatasi dopo lo scioglimento del Comune per infiltrazioni mafiose.

Marano vive così una deriva che investe lavoratori, cittadini e decoro urbano. E il tempo delle soluzioni tampone sembra ormai finito.

© Copyright Fernando Bocchetti, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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