Cinque a quattro. Cinque gol Messi e quattro Mbappé che nella serata buia e tempestosa di Filadelfia, tra tuoni, fulmini e diluvio con stop di quasi due ore, risponde alla doppietta dell’argentino all’Austria con due centri al piccolissimo Iraq. Argentina e Francia volano perché hanno i due fuoriclasse mondiali assoluti, in teoria fin da oggi verrebbe da chiedersi chi avrà la meglio in finale. Soltanto Lamine Yamal potrebbe sfidarli. Oggi. Ma il Mondiale è lungo e le sfide squilibrate come questa regalano gol, spettacolo ma non sono un patrimonio tecnico inestimabile e possono anche distorcere la visione. Finisce 3-0, alla lista dei marcatori si aggiunge il redivivo Dembélé, mentre Mbappé cerca invano la tripletta. Quasi quattro ore allo stadio, sospensione compresa. Il lungo stop impedisce almeno la farsa dello stop per bere nel secondo tempo: di acqua ne è caduta da riempire un lago. Francia qualificata anche lei dopo 180’. La prima fase, forse, andrà ripensata.
RISPOSTA KYLIAN
Tutto troppo facile. La Francia gioca a memoria senza neanche stancarsi. Un 3-0 scientifico. Mbappé non si sottrae naturalmente alle sue responsabilità di primadonna e risponde da par suo alla provocazione di Messi in neanche un quarto d’ora. Sul tabellone appare in tempo reale la distanza del tiro, ventidue metri, neanche chissà cosa. Ma è il gesto: pensato, voluto, studiato. Il fuoriclasse francese prende la mira dal centrodestra e scarica un sinistro dei suoi al palo opposto. Traiettoria non impossibile per Basil, portiere che sostituisce Hassan dopo i quattro gol presi dalla Norvegia. Sarà il timore reverenziale che Mbappé e Messi incutono, sarà che il Mondiale allargato mette in conto anche questi dislivelli, ma la palla s’infila e lo stadio, molto bleu, viene giù. Mbappé si ripete a inizio ripresa su errore grossolano di Tahseen che sbaglia rinvio dal fondo e pasticcia con il portiere: palla a Dembélé che offre a Mbappé un rigore. È il 2-0. Messi 18-Mbappé 16 nella storia e non è finita qui. Sembra di essere tornati al Qatar, quando i due si giocarono il Mondiale nella finale più bella di sempre. Per ora la sfida è solo a distanza.
ASSEDIO FRANCESE
Non è una partita per tattici raffinati. Dalla Francia la fuga di notizie era fondata, dentro Digne (per Theo), Koné (Tchouameni) e Barcola (Doué), sistema 4-2-3-1 confermato con l’oggetto della discordia Dembélé a destra e Olise al centro, ma naturalmente la purezza del disegno s’infrange sulla realtà dei fatti. Un assedio attorno all’area irachena, con tutta la Francia schiacciata sulla trequarti aspettando l’imbucata giusta. L’impressione è che nessuno spinga l’acceleratore al massimo. Koundé si aggiunge da dietro. Dembélé danza a destra. Olise e Barcola a volte scambiano posizione. Kone copre mezza mediana da solo.

























