Morto per arresto cardiaco Stefano Addeo, il prof che aveva augurato la morte alla figlia di Meloni

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Era ricoverato in ospedale dopo un tentativo di suicidio. Alla figlia della premier aveva augurato di essere uccisa, poi aveva chiesto scusa

È morto per un arresto cardiaco Stefano Addeo, 65enne di Marigliano (Napoli), insegnante del liceo scientifico “Medi” di Cicciano, che lo scorso anno finì al centro di un caso mediatico per un post social contro la premier Giorgia Meloni e la figlia. Ricoverato all’ospedale del Mare da circa un mese dopo un tentativo di suicidio, è deceduto per arresto cardiaco.

Lo scorso 10 maggio, dopo un primo soccorso, era stato trasferito cosciente e non in pericolo di vita in ospedale, salvo poi aggravarsi per contingenti problemi di salute. Era ricoverato nel reparto di Terapia intensiva. Informato il pm di turno presso la Procura di Napoli, la salma è stata restituita ai familiari. Il caso scoppiò esattamente un anno fa, pochi giorni dopo il femminicidio di Martina Carbonaro, la 14enne di Afragola uccisa dal suo fidanzato 19enne, reo confesso e attualmente a processo. Addeo su Facebook augurò la stessa triste sorte alla figlia della presidente del Consiglio. Professore di Tedesco, si scusò nei giorni seguenti: “È stato un gesto stupido, scritto d’impulso. Chiedo scusa per il contenuto del post: non si augura mai la morte, soprattutto a una bambina. Mi rendo conto della gravità – disse Addeo – ma in classe non ho mai fatto politica. I miei studenti mi vogliono bene. Odio ogni forma di violenza, amo gli animali, faccio volontariato. È stato un errore”. Ciò non evitò la gogna social e la sospensione dalla scuola.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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