Da una finestra del liceo “Vincenzo Monti” di Cesena è stato esposto un lenzuolo con un messaggio che recitava: “L’Italia agli italiani”. Immediata la reazione dalle istituzioni scolastiche, che hanno subito identificato i due studenti autori di quel gesto, come da loro stessi ammesso in un colloquio avuto con la coordinatrice di classe. Si tratta di ragazzi che frequentano il quinto anno, che stanno per affrontare l’esame di maturità. E per loro sarà una prova più ardua rispetto ai loro compagni. Il motivo? A causa della scritta bollata come “razzista” si sono beccati un bel 6 in condotta. Il voto sarà quindi penalizzante, anche se non impedirà loro di essere ammessi all’esame.
Ma non è tutto: i ragazzi dovranno sottostare a una condizione, ovvero la preparazione di una tesina scritta su temi attinenti a quello che è successo e di cui sono stati protagonisti in negativo. Lo scritto dovrà essere consegnato prima della prova di italiano, all’inizio dell’esame. Metodi educativi “alla Pyongyang”.
L’episodio si è verificato nella tarda settimana di sabato 6 giugno durante il festoso ritrovo di fine scuola. Nel cortile erano presenti circa 250 ragazzi e ragazze di dodici classi che si erano radunati lì. In quegli istanti alcuni loro compagni hanno sventolato lo striscione fuori dalla finestra. Dopo pochi minuti due ragazze e un ragazzo sono saliti per provvedere materialmente a togliere lo striscione. Nessun insulto razzista, certo uno slogan di destra-destra. Ma ci si interroga: tanto basta ad essere puniti in modo così severo? Per la direzione scolastica in questione la risposta è ovvia, scontata: sì.
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