Premio Salvatore Nuvoletta, a Marano emozioni e memoria al Convento francescano: «Scegliere da che parte stare»

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Una mattinata intensa, carica di emozioni, memoria e significati profondi quella andata in scena nello splendido Convento Francescano di Santa Maria degli Angeli, dove si è svolta la prima edizione del Premio Salvatore Nuvoletta, istituito a 44 anni dalla morte del giovane carabiniere maranese ucciso dalla camorra nel 1982.

L’iniziativa, organizzata dal Comune di Marano in collaborazione con gli istituti scolastici del territorio, ha visto la partecipazione di numerose autorità civili e militari. Presenti il prefetto di Napoli Michele di Bari, il questore di Napoli, rappresentanti dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e della Polizia di Stato, oltre a studenti, docenti e cittadini.

Protagoniste della giornata sono state anche le scuole cittadine, premiate per gli elaborati dedicati alla figura di Salvatore Nuvoletta e ai valori della legalità e del coraggio che il giovane carabiniere continua a rappresentare.

Particolarmente apprezzata l’esibizione del coro Vox Inside di Marano, che ha aperto la manifestazione con l’Inno di Mameli e ha poi regalato momenti di grande suggestione interpretando alcuni celebri brani di Pino Daniele.

Di grande interesse anche l’intervento dello storico Stefano Cavallo, che ha accompagnato il pubblico in un viaggio attraverso la storia del convento, illustrandone le origini, il valore degli affreschi e l’importanza che il complesso religioso continua ad avere per la comunità maranese.

Il momento più toccante è arrivato con l’intervento di Fortuna Nuvoletta, sorella di Salvatore. Con parole cariche di emozione ha ricordato il lungo percorso che la famiglia ha dovuto affrontare prima che il sacrificio del fratello trovasse un riconoscimento concreto e condiviso. Ha raccontato non soltanto l’eroe civile, ma soprattutto il ragazzo allegro e pieno di vita che era Salvatore, orgoglioso della divisa e del proprio lavoro. Un giovane semplice che, con il primo stipendio, volle regalare ai genitori un televisore a colori. Un ricordo che ha commosso l’intera platea.

Nel corso del suo intervento, Fortuna Nuvoletta ha rivolto anche un ringraziamento a quanti hanno contribuito alla nascita del premio, ricordando come l’idea fosse stata proposta mesi fa ai commissari prefettizi dalla famiglia insieme al direttore di Terranostranews Fernando Bocchetti, che fin dall’inizio ha sostenuto la necessità di dedicare un riconoscimento permanente alla memoria del carabiniere maranese.

Un riconoscimento particolarmente gradito, giunto direttamente dalla famiglia Nuvoletta. Un contributo che, pur essendo stato determinante nelle fasi iniziali del percorso che ha portato all’istituzione del premio, non è stato ricordato da altri nel corso della manifestazione.

Successivamente ha preso la parola il prefetto di Napoli Michele di Bari, che ha ringraziato i presenti e soprattutto le scolaresche per l’impegno dimostrato nel custodire e tramandare la memoria di chi ha sacrificato la propria vita al servizio dello Stato.

Di Bari ha poi fatto sfoggio, come sempre, del suo vasto repertorio culturale e dialettico, sviluppando una riflessione sul tema della scelta, vero filo conduttore dell’incontro dal titolo “Dalla parte giusta”. Citando Giobbe e il celebre passo “Dio ha dato, Dio ha tolto”, il prefetto ha sottolineato come il valore di Salvatore Nuvoletta risieda soprattutto nella decisione consapevole di stare dalla parte della legalità e dello Stato. Una scelta non scontata, ma compiuta con coraggio e senso del dovere fino all’estremo sacrificio.

Sempre puntuale ed efficace la conduzione di Alessandro Quinto, tra le colonne portanti delle attività culturali del convento, così come apprezzato è stato il saluto di padre Gregoire, che con parole semplici e calorose ha accolto autorità, studenti e cittadini, richiamando il valore universale della memoria e della testimonianza.

La prima edizione del Premio Salvatore Nuvoletta lascia così in eredità un messaggio chiaro alle nuove generazioni: la legalità non è una parola astratta, ma una scelta quotidiana. La stessa scelta che, quarantaquattro anni fa, Salvatore Nuvoletta compì fino all’estremo sacrificio.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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