Anteprima. Caserta, mazzette per ottenere il certificato antimafia: il riesame conferma il carcere per il Vice Ispettore Garofalo

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Il Tribunale del Riesame ha confermato l’impianto accusatorio e le misure cautelari nei confronti dell’ispettore della Polizia di Stato Andrea Garofalo, e del commercialista 63enne Domenico D’Agostino, finiti al centro dell’inchiesta su un presunto sistema di tangenti legato alle interdittive antimafia.

La decisione arriva a seguito del ricorso presentato dalla difesa, ma i giudici hanno ritenuto sussistenti i gravi indizi di colpevolezza e le esigenze cautelari già evidenziate dal gip del Tribunale di Napoli Nord, confermando di fatto la permanenza in carcere dell’indagato.

L’indagine, coordinata dalla Procura di Napoli Nord (inchiesta coordinata dal procuratore Airoma e dall’aggiunto Maria Di Mauro) aveva portato all’arresto dell’ispettore in servizio presso la Questura di Caserta, insieme stesso commercialista ritenuto suo complice. Secondo quanto emerso, i due avrebbero chiesto somme di denaro a imprenditori per agevolare l’inserimento delle aziende nella cosiddetta “white list” prefettizia o per evitarne l’esclusione.  

Un meccanismo particolarmente grave, perché la white list rappresenta uno degli strumenti fondamentali di prevenzione delle infiltrazioni mafiose nei settori più esposti, come edilizia, trasporti e gestione dei rifiuti.  

Proprio il ruolo ricoperto dall’ispettore all’interno del Gruppo Interforze Antimafia avrebbe consentito – secondo l’accusa – di esercitare pressioni sugli imprenditori, prospettando vantaggi o, al contrario, il rischio concreto di esclusione dal sistema degli appalti pubblici.  

© Copyright Redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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