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Da calabrese, ma soprattutto da cittadina italiana che ama la sua patria, lasciate che vi dica chi è quest’uomo, Pasquale Tridico, il candidato rosso alla presidenza della Regione Calabria.
Pasquale Tridico, presidente dell’INPS dal 2019 al 2023, ha firmato una delle gestioni più disastrose della storia dell’ente. Il suo mandato è stato segnato da incompetenza comunicativa, ritardi operativi gravi, gaffe pubbliche e atteggiamenti spesso ostili verso i cittadini e i commercianti. Celebre e vergognosa la frase pronunciata in piena pandemia, quando affermò che gli imprenditori italiani, vessati e danneggiati dalle scelte del governo Conte, non lavoravano perché non ne avevano voglia. Un insulto alle nostre PMI, che tengono in piedi l’Italia e che in quel momento stavano boccheggiando a causa dell’inadeguatezza dell’esecutivo.
Gli errori furono continui: ritardi nei pagamenti dei bonus Covid, delle pensioni, della cassa integrazione, errori nei sistemi e gestione confusa, da dilettante allo sbaraglio. Critiche piovvero da Confindustria, dal Ministro dell’Economia e perfino da Palazzo Chigi. Eppure, nonostante ciò, Tridico si fece aumentare lo stipendio da 62.000 a 150.000 euro l’anno, con effetto retroattivo, nel bel mezzo della crisi. Si sa, ragazzi, l’ incompetenza deve essere bene remunerata.
Fu accusato, anche da chi oggi lo candida, di scarsa trasparenza, assenza di buonsenso e gestione fallimentare. Persino Giuseppe Conte, che oggi lo propone alla guida della Regione Calabria, fu costretto a prenderne le distanze in passato. Com’è che il capetto dei cinquestelle si è ricreduto?
Tridico è il padre del Reddito di Cittadinanza, misura ideologica e assistenzialista che ha fallito su tutta la linea: non creò occupazione ma disoccupazione, non “abolì la povertà” ma allargò la platea di indigenti.
Tridico ha negato ogni falla del sistema, perfino davanti agli scandali dei furbetti, ai finti poveri, all’assenza di reinserimento lavorativo. Nessuna autocritica. Solo propaganda.
È stato anche uno dei promotori di Quota 100, rivelatasi costosa, inefficace, senza impatto reale sull’occupazione giovanile. Anche questa misura è stata poi abbandonata.
Il suo record imbattibile? Migliaia di truffe ai danni dell’INPS sotto la sua presidenza: finti disoccupati, lavoratori in nero con il reddito, frodi ai bonus Covid. Si stima un danno da centinaia di milioni di euro. Ma i soldi peggio utilizzati sono stati quelli destinati ai suoi compensi.
Prometteva la digitalizzazione dell’INPS. Milioni spesi per ammodernare il sito, che però è rimasto lento, inefficiente, inadeguato. Promesse mancate. Come sempre.
Tridico ha anche superato i limiti istituzionali del suo ruolo, facendo dichiarazioni politiche contro i governi in carica, agendo da braccio operativo del M5S, in pieno conflitto con la funzione tecnica che avrebbe dovuto ricoprire.
Oggi, per premio, il Movimento 5 Stelle lo candida alla presidenza della Regione Calabria. Ma Tridico rappresenta esattamente il contrario di ciò che serve alla Calabria: incompetenza certificata, ideologia, visione parassitaria e retorica da cattedra universitaria.
Una terra che ha bisogno di concretezza, serietà e sviluppo non può permettersi di finire in mano a chi ha già fallito nella guida di un ente nazionale.
Calabresi, mi raccomando.
Azzurra Barbato
























