Inizio anno scolastico e fragilità nei ragazzi. Izzo: “La scuola rifletta sul vissuto degli alunni”

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Mancano pochi giorni dall’ inizio del nuovo anno scolastico e la notizia della morte di una 17 enne a Latina dopo essersi lanciata nel vuoto forse a causa della seconda bocciatura all’ esame di riparazione fa riflettere sul rapporto sempre più frizionato tra istruzione scolastica e discenti e la drammatica debolezza che attanaglia la mente dei giovani.

Se le indagini in essere confermassero che il motivo di un gesto così drammatico é quella della bocciatura la scuola avrebbe  smarrito il proprio ruolo. É risaputo che l’ istituzione scolastica dovrebbe essere la fucina di crescita nella condivisione e nell’ inclusione di tutti gli allievi senza lasciare indietro nessuno,nel rispetto della propria unicità e della diversità dei tempi di apprendimento.

L’ arma per attuare questo dettato istituzionale é l’ ascolto, sbagliato é sedersi in cattedra per interrogazioni spesso sterili, che non tengono conto della storia e del vissuto di ogni singolo alunno. L’ insegnante bravo é colui che stuzzica la curiosità del sapere nell’ alunno, partendo dal proprio vissuto per arrivare pian piano agli obiettivi dì crescita culturale sempre più ampi che non dovranno avere una valutazione numerica.

Ma una valutazione di crescita di vita avendo ben presente la storia socio- economica – culturale dell’allievo ,nella consapevolezza che ogni alunno raggiungerà obiettivi personalizzati propri del suo essere unico e irripetibile.

Il massacro dei compiti a casa, per le vacanze e gli esami di riparazione basati su una sterile valutazione numerica mettono in frustrazione gli alunni con storia e vissuto più delicati e bisognevoli di una iniezione super di autostima.

Gli insegnanti colonna portante della crescita dei nostri ragazzi sono chiamati a riflettere: “meglio un alunno con qualche nozione in meno e una crescita psicofisica ottimale” per affrontare le sfide della vita e saperle risolvere da cittadino protagonista del proprio futuro e non fruitore passivo della propria vita.

Prof Michele Izzo

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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