Si è scatenata una dura reazione, ieri, dopo le parole del sindaco Morra, che ha dichiarato in consiglio comunale che contro la sua amministrazione sono giunte in Prefettura, a Napoli, più di 400 lettere anonime. Affermazioni, a nostro avviso gravissime, perché tendono a svilire il lavoro della commissione di indagine e il lavoro della prefettura e che hanno dato la stura alle reazioni di alcuni afecionados della giunta, ma anche di soggetti ben addentri alle vicende dei “russi”, di determinata estrazione socio-culturale e familiare, che hanno sfogato tutto il loro risentimento sui social. Altri commentatori invece hanno ironizzato su un’uscita che ha tutto il sapore di una patacca. Solo qualche consigliere, purtroppo, pare abbia dato credito alla panzana.
Con queste affermazioni, il Sindaco ha alimentato dubbi e ora in tanti si chiedono come sia possibile che un primo cittadino venga a conoscenza dell’invio di lettere, tra l’altro anonime, rispetto alle quali dovrebbe rimanere estraneo. Ci sarà una talpa nell’Ufficio Territoriale del Governo di Napoli? Il Prefetto di Napoli, Michele di Bari, lo sa? E a conoscenza di quanto ha affermato il sindaco di Marano? Ma soprattutto, lo sanno al Comune che gli esposti o lettere anonime, nel 99,9 per cento dei casi vengono cestinate dalle competenti autorità? L’Italia è piena di lettere anonime, se ogni prefettura o Procura volesse interessarsi di cose anonime, in Italia ci sarebbe un’inchiesta al secondo. Follie, insomma.
Morra è a conoscenze che la Prefettura dispone accessi allorquando giungano informative da parte di Poliziotti e Carabinieri o Procure? Forse dovrebbe studiare meglio il caso.
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