MARANO, SCUOLA A SAN ROCCO. IL DURO SFOGO DEI D’AMBRA: “TUTTA COLPA DEL SINDACO E DELL’AMMINISTRAZIONE, NON HANNO VOLUTO RISOLVERE IL PROBLEMA. DA ALMENO UN ANNO ERANO CONSCI DI DOVER LASCIARE L’IMMOBILE”

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E’ giunto il tempo di fare chiarezza sull’immobile di Via Castel belvedere ubicato a San Rocco di Marano di proprietà della famiglia D’Ambra.
Occorre partire dalla richiesta di disdetta del contratto di locazione da parte dei commissari
prefettizi comunali, avallati dai pareri dell’avvocato incaricato dagli stessi commissari e dal
responsabile dell’ufficio tecnico. La vicenda è risalente all’1.09.2021. A quel tempo su determinazione del Comune, i proprietari-locatori ricevettero la disdetta, ovvero
quella comunicazione con la quale veniva loro annunciata la volontà unilaterale dell’Ente di non rinnovare il contratto e di lascare la scuola alla scadenza contrattuale del 02.02.2024.
Sulla scorta di tale comunicazione, in data 02.03.2023 veniva notificato ad istanza dei Sigg.ri D’Ambra al Comune di Marano di Napoli l’atto di citazione per finita locazione al fine di richiedere formalmente al Tribunale di Napoli Nord che fosse dichiarata la risoluzione contrattuale ed ottenere il titolo per il rilascio dell’immobile per la futura data di scadenza del 02.02.2024.
Costituitosi in giudizio il Comune di Marano non si opponeva allo sfratto, dichiarando di volere lasciare l’immobile libero da cose e persone e allo stesso tempo chiedeva un termine per consentire il rilascio.
La famiglia D’Ambra non si opponeva alla richiesta proroga ed il Giudice in data 13.10.2023 così decideva “C O N V A L I D A L’intimata licenza per finita locazione alla data del 02.02.2024. Fissa per l’esecuzione, considerato il largo anticipo con cui è stata intimata la disdetta ed il contemperamento delle esigenze di tutela della proprietà e della iniziativa economico – privata del locatore (artt. 41 e 42 Cost.) con le necessità abitative
o di tutela della iniziativa economico provata del conduttore (che ha destinato l’immobile ad edificio scolastico) la data del 01.07.2024, ore 8,30.
Pertanto, l’amministrazione Comunale era ben conscia sin data del 13.10.2023 che per la data dell’1.07.2024 avrebbe dovuto provvedere al rilascio dell’immobile e cercare altrove nuove strutture per ubicare la scuola di San Rocco al fine di mantenere l’unico presidio scolastico presso la frazione di San Rocco che avrebbe evitato alla platea scolastica di spostarsi al centro di Marano.
Del resto, la data del rilascio dell’immobile era stata fissata prudentemente e saggiamente dal Tribunale in un tempo di chiusura feriale della scuola proprio al fine di evitare disagi all’utenza e permettere così il trasloco dei suppellettili e del materiale didattico.
Giocoforza, nonostante la famiglia D’Ambra avesse cercato di venire incontro all’amministrazione comunale riducendosi anche il canone di locazione, l’intera amministrazione comunale capeggiata dal Sindaco mostrava ancora una volta la non volontà di risolvere la problematica dell’unico presidio di cultura presente in questa zona, invero l’unica risposta ricevuta, dopo innumerevoli comunicazioni inviate, è stata alla fine del mese di luglio allorquando alla richiesta di incontro con il Sindico lo stesso comunicava che a causa dell’approssimarsi delle ferie estive rimandava l’incontro a settembre incontro poi mai avvenuto. Tutto ciò dimostra che l’inerzia dell’amministrazione ha fatto sì che gli alunni di San Rocco a fronte dei proclami di trasferimenti presso altri plessi, finivano col cominciare nell’incertezza l’anno scolastico presso l’immobile che già oltre due mesi prima doveva essere rilasciato e ben consapevoli che alla metà di settembre
sarebbe giunto l’ufficiale giudiziario. Che la famiglia D’Ambra avesse a cuore la possibilità che la scuola continuasse nella conduzione dell’immobile, è dimostrato dalla circostanza che la stessa si attivava per ottenere la sanatoria delle irregolarità urbanistiche che affliggevano lo stabile, corrispondendo in unica soluzione i previsti oneri e regolarizzando la struttura sotto ogni aspetto, per poter ratificare un nuovo contratto di locazione.
A fronte delle reiterate richieste debitamente protocollate presso il Comune alcun riscontro veniva sortito, serbando un totale silenzio che, a conti fatti, mal celava una evidente macchinazione in danno dei proprietari.
A fronte del mancato spontaneo rilascio, inevitabilmente si dava seguito alla procedura esecutiva con accesso dell’Ufficiale Giudiziario che in data 25/9/24 non poteva che constatare lo svolgimento delle abituali attività scolastiche, in totale dispregio del provvedimento dell’Autorità Giudiziaria. Le operazioni di sgombero, per una questione di opportunità, venivano rinviate alla data del 25/11/24.
Più recentemente il Sindaco, investito della questione ha riferito della esistenza di trattive avanzate per la sottoscrizione di un nuovo contratto di locazione. Sul punto la famiglia D’Ambra tiene a precisare che le stesse non sono mai state seriamente intraprese ed intavolate, anche in dipendenza del silenzio che l’amministrazione comunale ha preferito rigidamente tenere sul punto. Il Sindaco e la sua amministrazione stanno cercando di celare le proprie responsabilità ammnistrative volendo far ricadere sulla famiglia D’Ambra tutte le responsabilità, dimenticando che l’unica incombenza ricade sull’attuale amministrazione che non ha mai mostrato un reale interesse alla risoluzione dell’annosa problematica non volendo assumersi le proprie responsabilità politiche.
Ed infatti a dispregio del diritto allo studio della platea scolastica e del diritto di proprietà dei D’Ambra, principi garantiti dalla Carta costituzionale, il Sindaco e la sua amministrazione, abusando della propria posizione, strategicamente tacciono sulla vicenda confidando in una disperata proroga e nascondendo la propria volontà (quella di non tenere la scuola) dietro le oggettive difficoltà ed il disagio che gli allievi in uno alle proprie famiglie patirebbero. Tutto ciò costituisce un grottesco espediente di cui l’Amministrazione sarà chiamata a rispondere innanzitutto nei confronti dei cittadini e non di meno dei Sig.ri D’Ambra lesi nell’esercizio del proprio diritto di proprietà oltre a subire l’occupazione dell’immobile da parte della Scuola senza alcun titolo e senza ricevere alcuna indennità di occupazione che costringerà, ancora una volta, i proprietari ad agire Giudizialmente per ottenere l’indennità di occupazione che, per negligenza dell’attuale amministrazione, graverà ancora una volta sui cittadini Maranesi.

Famiglia D’AMBRA

Come avevamo scritto in tanti articoli, alla fine la soluzione del Comune, forse suggerita da qualche consigliere di minoranza o avvocato, è quella di continuare ad occupare sine titulo l’immobile. In tal modo saranno i cittadini di Marano a rimetterci loro soldi perché i D’Ambra, come descritto nella loro nota, si faranno pagare ugualmente attraverso le dovute procedure legali. Pagheranno i maranesi anche grazie ai silenzi e alle banalità raccontate da alcuni consiglieri e consigliere, anche di opposizione, che si sono fatti e fatte infinocchiare sulla questione, dando ragione a chi ragione non ha. Quanto ai D’Ambra, beh, avrebbero dovuto muoversi molto prima sotto il profilo mediatico. Ora è tardi: la scuola non sarà sgomberata a novembre, ma a fine anno scolastico, ormai è chiaro. Ma loro non si sono mossi prima perché dovevano ottenere il famigerato condono edilizio. Ma ricordiamolo: condono per civile abitazione, la scuola di San Rocco resta una non scuola e le forze dell’ordine lo sanno bene.

Nota di redazione

 

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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