“La delega al bilancio è una rogna e non porta alcuna visibilità, meglio altro”. Sono in tanti a ripeterlo nel Pd, a cui Visconti ha offerto la delega dell’uscente Davide Nobler. I dem, almeno il gruppo più vicino alla segreteria, si sono fatti due conti e hanno capito che non conviene poi tanto. Meglio altro, dunque, magari la delega al personale, ai lavori pubblici o al patrimonio o magari i servizi cimiteriali, deleghe ritenute molto più redditizie specie se gestite alla vigilia delle elezioni regionali.
Visconti però necessita come il pane di un sostituto di Nobler e poi sulle altre caselle, tutte oggi detenute dal fido (sicuri?) D’Alterio, difficilmente avrà libertà di manovra. La lista Visconti è già in parola con Antonio Discetti per le deleghe all’urbanistica e ai lavori pubblici ed è improbabile che Lorenzo Di Marino, il capogruppo della lista, faccia l’ennesimo passo indietro per accontentare il suo “amicone” Rodolfo.
La partita è ancora aperta, perché Visconti alla fine, pur di chiudere le ostilità, offrirà una delega accanto a quella al Bilancio, forse beni confiscati, forse servizi cimiteriale e incasserà il via libera dei democratici, che potrebbero fare il nome di Davide Di Luccio, che tutto è fuorché un esperto di bilanci pubblici.
Se non dovessero trovare la quadra sul Bilancio, allora l’operazione rimpasto si incarterebbe per l’ennesima volta.
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