Marano, inchiesta Pip, Palazzo Merolla, Galeota (parte quinta): i politici del territorio ascoltati dal pm Di Mauro

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L’indagine su Bertini, Santelia e Simeoli Angelo, culminata con l’emissione di una misura cautelare da parte del gip di Napoli, è costruita attraverso innumerevoli contributi: le dichiarazioni dei Cesaro e Di Guida in merito alle vicende Pip e Galeota, video e articoli di stampa (palazzo Merolla e Galeota), intercettazioni telefoniche, dichiarazioni dei pentiti e dichiarazioni rese al pm Di Mauro da alcuni politici o ex politici del territorio, soprattutto in relazione all’acquisto di Palazzo Merolla o a vicende più attuali.

Convocata e ascoltata dal Pm in data 09.05.2019 Teresa GIACCIO, attuale consigliere, non indagata, riferisce:
A.D.R.: voglio precisarle che sono stata eletta all’età di 26 anni consigliere comunale di
Marano. Era l’anno 1993 e sono rimasta all’interno dell’amministrazione comunale dal
1993 al 2001, dal 2006 al 2011 e poi dal 2013 per circa due anni ho ricoperto l’incarico di
assessore comunale. Con riferimento alla mozione di cui la S.V. mi dice (una mozione di censura proposta da Bertini nel 2014, ndr), ricordo bene la vicenda e soprattutto ricordo che quando penso nel 2000 fu proposto l’acquisto di palazzo Merolla io ero molto giovane ma fui l’unica o una delle poche ad oppormi. Sicuramente fui l’unica a parlare perché ci fu un silenzio da parte di tutti. Ricordo bene la proposta dell’acquisto di questo palazzo fu portata proprio da Mauro BERTINI il quale all’epoca non solo aveva una forte maggioranza ma era anche Sindaco. La motivazione dell’acquisto di questo palazzo era quella di recuperare un palazzo storico di Marano per utilizzarlo per attività sociali. Io proprio perché ero giovane e particolarmente attenta mi ero andata a guardare tutte le carte relative al palazzo ed avevo visto che il palazzo era stato acquistato pochissimo tempo prima da una ditta che aveva il nome di una donna (Tiziana costruzioni, ndr) ad un prezzo di gran lunga inferiore rispetto a quello al quale l’amministrazione intendeva pagarlo, secondo una stima fatta dal tecnico BUGGE’ Francesco. Come le ho detto fui l’unica a rappresentare tale aspetto perché mi sembrava assurdo comprare ad un prezzo di almeno 4/500 milioni di vecchie lire superiore rispetto a quello al quale lo aveva comprato, ripeto pochissimo tempo prima, la società che lo vendeva al comune, anche in considerazione del fatto che bisognava ristrutturarlo e pertanto ci volevano altri soldi.
Come le ho detto nessuno parlò e nessuno dopo il mio intervento riprese come
normalmente si fa le circostanze che io avevo rappresentato.…omissis…
A.D.R.: la S.V. mi chiede che rapporti c’erano tra BERTINI e Biagio IACOLARE, le
rispondo che i due benché aderenti a fazioni politiche differenti le dico che i due erano
assolutamente in sintonia.
A.D.R.: la S.V. mi chiede se nel corso della mia lunga appartenenza all’amministrazione
comunale ho mai assistito a contrasti tra BERTINI e IACOLARE o a mancati appoggi su
scelte politiche dell’uno e/o dell’altro, le rispondo di no. …omissis..
A.D.R.: la S.V. mi chiede perché nella delibera n. 4 del 27.1.2000 che mi sottopone,
relativa all’autorizzazione dell’acquisto di palazzo Merolla, manca la verbalizzazione della
mia opposizione, le dico che la discussione è allegata ad un verbale a parte. Mi riservo di
recuperarla e di portarla alla S.V.. ..”

Vale la pena – scrivono gli inquirenti – riportare nuovamente in questa sede il passo del comizio elettorale di Bertini dell’ottobre 2018 (video Terranostranews, ndr) in occasione delle elezioni amministrative del novembre 2018 nelle quali BERTINI era candidato Sindaco: pubblicamente, BERTINI ammetteva con candore di aver
comparto il Palazzo Merolla dalla camorra.

Ad una persona del pubblico che gli chiedeva:”….c’e una storia che gira sui marciapiedi di
Marano è quella di palazzo Merolla pare che tu abbia fatto un favore ad una famiglia di
camorra comprando palazzo Merolla “ e il Bertini alla provocazione replica “….palazzo
Merolla era il palazzo più antico di Marano che doveva essere al centro del recupero della
maranesità …decisi … decidemmo di comprarlo, il proprietario si chiamava
formalemente mi sembra LAURA Costruzioni in realtà si chiamava Simeoli Antonio
detto Ciaulone d’altra parte se tu vuoi comprare un palazzo a Marano ti credi
davvero che puoi comprarlo da qualcun altro? a Marano ci sono loro dappertutto
hanno loro l’economia della citta in mano .. io trattavo con il prestanome
chiaramente che faceva gli interessi di Simeoli …”

La ristrutturazione di Palazzo Merolla. Ecco cosa scrivono i magistrati:

La vicenda relativa alle modalità di acquisizione del palazzo Merolla da parte del Comune
di Marano non è l’unica circostanza che consente di tracciare un ulteriore collegamento tra
BERTINI Mauro ed i SIMEOLI. Infatti, in epoca successiva il palazzo in questione, acquisito al patrimonio comunale, è stato oggetto di una cospicua ristrutturazione effettuata con soldi pubblici, finanziati in parte dalla Regione Campania ed in parte dalla Cassa Depositi e Prestiti.
Con determina n. 399 datata 11.10.2005 a firma del dirigente dell’area tecnica del
Comune di Marano di Napoli, architetto SANTELIA Armando, versata in atti si
documentava che:
– in data 21.6.2005, con delibera di G.C. n. 222 veniva indetta la gara d’appalto relativa
ai “lavori di recupero statico funzionale di palazzo Merolla”, appaltati dal Comune di
Marano di Napoli;
– nella determina si fa riferimento alla circostanza che il progetto di intervento
ammontava a complessivi euro 4.500.000,00 finanziati per la maggior parte dalla Regione Campania ed in misura residuale con un finanziamento della Cassa Depositi e
Prestiti;
– l’importo a base d’asta dei lavori veniva fissato in euro 3.109.000,00 oltre IVA ed oneri
per la sicurezza;
– la gara d’appalto, presieduta da una commissione composta dall’architetto SANTELIA
Armando (presidente), in qualità di responsabile del settore Manutenzioni dell’UTC,
veniva espletatata nelle date del 29.7.2005 – 6.9.2005 ed in ultimo l’11.10.2005;
– alla procedura d’appalto, esperita con il sistema del pubblico incanto ed aggiudicazione
all’offerta con il ribasso più vicino, in difetto, della media aritmetica dei ribassi offerti,
partecipavano 30 imprese tra cui la ditta aggiudicataria ovvero l’impresa M.P. ing.
MASTROMINICO, con sede in San Cipriano d’Aversa alla via A. Moro n. 31. In
particolare, come da verbale del 6.9.2005, la ditta in trattazione si aggiudicava la gara
con un’offerta pari al 27,770% di ribasso rispetto all’importo a base d’asta.
La ditta aggiudicataria dei lavori di recupero di palazzo Merolla è di proprietà dei fratelli
MASTROMINICO Giuseppe 42 e MASTROMINICO Pasquale 43 , che sono stati tratti in
arresto il 15.11.2011 dai CC di Caserta in esecuzione dell’O.C.C. nr. 679/11 per concorso
esterno in associazione mafiosa ed altro poiché imprenditori edili a servizio
dell’organizzazione camorristica del “clan dei Casalesi”, fazione IOVINE.
Attualmente, i due fratelli MASTROMINICO sono sottoposti alla MP per la durata di anni
2, dell’obbligo di soggiorno giusto decreto n. 10/2017 del Tribunale di Santa Maria Capua
a Vetere – Sez. Misure di Prevenzione del in data 28.9.2016 (versato in atti), che
disponeva anche la confisca di numerosi beni mobili ed immobili nei confronti dei
medesimi germani.

Tanto premesso, analizzando i verbali di gara relativi alla procedura d’appalto in
trattazione, si rileva che (cfr. allegati alla determina n. 399 versata in atti) SANTELIA
Armando annotava che in data 5.8.2005, alle ore 13:30, consegnava le buste relative
alle offerte delle ditte partecipanti alla gara al Sindaco Mauro BERTINI. La consegna
delle buste in trattazione, decisamente sui generis, aveva luogo dopo l’apertura dei plichi
inviati dalle ditte partecipanti alla gara, contenenti la documentazione a corredo della
domanda di partecipazione delle medesime imprese, e prima dell’apertura della busta
contenente il ribasso offerto dai partecipanti sull’importo a base d’asta.
Il 6.9.2005 Mauro BERTINI riconsegnava, come da annotazione sul verbale di gara, le
buste all’ufficio diretto da SANTELIA Armando il quale, nel medesimo giorno, provvedeva
all’apertura delle stesse buste ed alla conseguente aggiudicazione in favore della ditta dei
MASTROMINICO.

La consegna delle buste dal responsabile di gara, SANTELIA Armando, al sindaco
BERTINI, appare anomala in quanto non si comprendono le ragioni per le quali i plichi
delle ditte partecipanti, comprese le buste delle offerte, esaminati a far data dal 29.7.2005
dalla commissione presieduta dal SANTELIA, siano state consegnate all’allora Sindaco
BERTINI solo il 5.8.2005.
La anomala consegna potrebbe essere stata approntata nel timore che qualcuno avesse
potuto accedere e manomettere le buste di offerta, al fine di pilotare l’assegnazione della
gara: si erano così affidate le buste al BERTINI poiché questi le custodisse in un luogo
sicuro.
Se così fosse, allora non si comprendono le ragioni per le quali anche nei giorni
precedenti, visto che la gara era iniziata il 29.7.2005, lo stesso BERTINI non si sia fatto
carico, unitamente a SANTELIA, di custodire le offerte di gara.
Ma vi è di più; l’annotazione sul verbale di gara della circostanza sopra segnalata da parte
di SANTELIA Armando, il quale nella duplice veste di presidente della commissione di
gara e di dirigente dell’area tecnica del Comune di Marano aveva la piena responsabilità
della procedura di appalto in trattazione, tradisce la chiara volontà da parte del tecnico
comunale di lasciare traccia ai posteri dell’irrituale consegna delle buste delle offerte di
gara al Sindaco pro tempore Mauro BERTINI.

Gli esiti investigativi hanno documentato che per circa un ventennio l’edilizia a Marano era
tutta gestita dai Simeoli forti del legame con il sindaco BERTINI: datata ma efficace proprio
in quanto tale la dichiarazione resa da un locale imprenditore Musella Carmine (non indagato, ndr) che nel
verbale del 6.7.98 riferiva:
“…omissis…Due o tre giorni fa si è verificato un ennesimo episodio. A seguito di una
interruzione nella fornitura dell’energia elettrica a Marano, è fuoriuscita dell’ammoniaca da
due celle frigorifere che appartengono alla Cooperativa Frutta Napoli, di cui è presidente
mio figlio, e che si trovano alle spalle del mercato ortofrutticolo.
Sono immediatamente partite delle segnalazioni dal mercato ortofrutticolo, ove si trova la
famiglia SIMEOLI ed i carabinieri, unitamente ai VV.FF. ed a personale dell’ASL sono
venuti a fare controlli. Addirittura venuto di persona, benchè non menzionato nei verbali, anche il sindaco di Marano, dott. Bertini. Vi è stato, in definitiva, un allarme assolutamente sproporzionato, a mio parere, rispetto a quella che era l’entità del fatto.
Le persone intervenute, inoltre, non erano a mio parere le più indicate a fornire un giudizio
imparziale di ciò che era accaduto.
Per la ASL, infatti, sono giunti sul posto, per eseguire un sopralluogo, ORLANDO
Gaetano, che è parente della omonima famiglia legata ai NUVOLETTA, e CARANDENTE
Vincenzo, che ha sposato la figlia di ORLANDO Antonio, fratello della madre di Lorenzo
NUVOLETTA.

Poichè io non ero sul posto, ho parlato a telefono con il sindaco, lamentando una
mobilitazione così esagerata senza che fosse accaduto nulla di particolarmente rilevante.
Il sindaco ha risposto che se ne fregava altamente e che doveva badare ai soli interessi
della cittadinanza.
Io gli ho risposto che se l’impianto gli dava fastidio si poteva procedere all’esame di una mia richiesta di concessione edilizia per la trasformazione degli immobili adibiti a tale
scopo in civili abitazioni, che in precedenza mi era stata rigettata (all’esito ho proposto impugnazione al TAR). Quando poi ho detto al sindaco che allora bisognava
chiamarsi solo SIMEOLI, per avere una concessione a Marano, mi è stato riferito da
mio figlio Michele che BERTINI è uscito ed ha detto al personale dell’ASL di trovare
un motivo per chiudere l’impianto. Ciò non si è poi verificato in quanto il giorno successivo, giunti macchinari appositi per controllare le perdite, le stesse non sono state trovate. ..omissis..
ADR. ritengo che la famiglia SIMBOLI abbia una importanza centrale negli assetti di
potere della malavita organizzata nella zona di Marano e dintorni, come ho avuto modo di
constatare per diretta esperienza, e come ho altresì avuto modo di riferire nell’ambito del
processo CREDENTINO.

Ad essere ascoltato dal pm Di Mauro, per vicende più attuali, è anche PEZZELLA Rosario (non indagato, ndr), consigliere comunale eletto nelle ultime elezioni del 2018 e poi dimesso: nel verbale di cui si riporta stralcio il PEZZELLA che occupa la scena politica da oltre un decennio e conferma le dinamiche politiche di forza da parte di BERTINI /IACOLARE e, ancora oggi, le influenze
anche a mezzo terzi esercitate da BERTINI:
“… omissis..
ADR La signoria vostra mi chiede come mai mi sono dimesso, visto che i quotidiani
riportavano dei titoli un po’ forti, del tipo “Gomorra a Marano”…omissis..
ADR Tornando alle mie dimissioni devo dirle che vi sono stati tre episodi, il primo è
avvenuto nell’occasione del consiglio comunale del 7/8 maggio, data in cui si doveva
approvare il bilancio, ma non furono portate le carte e i documenti in consiglio e quindi non
potevamo vederli : mancando gli allegati nessuno di noi poteva interloquire sugli argomenti
e venivamo privati sia del nostro potere propositivo che di quello ispettivo e di controllo, io
ho abbandonato l’aula in quell’occasione proprio per protesta.
ADR Il secondo episodio è avvenuto in occasione del consiglio del 16 maggio quando si
discuteva di una delibera di giunta, la n° 31, con la quale si rivedevano maggiorandoli gli
emoluenti previsti per gli avvocati in convenzione per i quali invece la commissione
straordinaria aveva redatto delle convenzioni con dei parametri economici ben precisi.
ADR Ne nacque un’accesa discussione anche perché gli emoluenti che proponeva la
delibera n°31 predisposta dall’avvocato De Nigris, assessore competente, comportava
intanto un’alterazione dei patti iniziali, ma soprattutto una spesa eccessiva per il Comune,
anzi il Comune perdeva in quanto la delibera prevedeva che l’avvocato in convenzione,
potesse trattenere le spese vinte ex art. 93 c.p.c.
ADR Nel corso della discussione un consigliere della lista Visconti Sindaco a nome Flora
Angellotti disse ad alta voce:” Qua comandiamo noi” in realtà mi diede molto fastidio il
tono e l’impostazione di questa frase, sicuramente non appropriata per un civico
consesso.
ADR La signoria vostra mi chiede se Flora Angellotti ha una storia politica al Comune di
Marano, le risponde che il padre Castrese Angellotti, oggi deceduto, è stato il braccio
destro di Bertini Mauro per una decina d’anni, ed era attivista come Bertini di Rifondazione
Comunista.
A Questo episodio se ne aggiunse un altro sempre quella sera ed in particolare la De
Nigris disse “Vaffanculo” al consigliere Pasquale Albano che reagì in maniera animata
tanto che dovettero intervenire altri consiglieri per trattenerlo.
Questi episodi a mio parere sintomatici di un degrado che non è consono ad un consiglio
comunale mi hanno indotto a prendere le distanze con la lettera di dimissioni che produco
alla signoria vostro.
ADR La signoria vostra mi chiede se ho fatto parte della politica maranese e del consiglio
comunale anche nel 2006, le rispondo di si: per quelle elezioni ero candidato per La
Margherita- democrazia e libertà.
ADR La signoria vostra mi chiede se in quel periodo storico la Margherita era anche il
partito al quale aderiva Iacolare Biagio e mi chiede se era anche lui nel consiglio comunale, le rispondo che in quel periodo Iacolare, che apparteneva alla Margherita, era
però consigliere provinciale. Io riportai molti voti, fui il primo eletto e, il mio partito aveva stabilito che il primo eletto sarebbe stato anche il presidente del consiglio comunale ciò nonostante dopo la mia elezione Iacolare Biagio mi indusse a cedere il posto a Gala Giovanni che era il secondo eletto nel partito.
ADR La signoria vostra mi chiede che significa “Mi indusse”, le rispondo che le parole
esatte furono: “Se pensi di fare il presidente di fare leva mano” io gli risposi che in quei
termini con me non doveva parlare tanto che da allora per tre anni non ci siamo più parlati.
Tuttavia io lasciai il posto a Gala Giovanni.
ADR La signoria vostra mi chiede come mai cedetti a tale pressione, le rispondo che il
presidente del consiglio comunale ha senso se trova il consenso dei consiglieri che lo
devono votate.
ADR la signoria vostra mi chiede se conosco Gala Giovanni e che lavoro fa, le risponde
che faceva il commercialista.
La signoria vostra mi fa notare che Gala Giovanni era il commercialista dei Simeoli, le
risponde che effettivamente era il commercialista della SI.ME costruzioni, ma era fatto
notorio.
ADR la signoria vostra mi chiede se in quello stesso periodo Bertini era in consiglio
comunale, le dico che all’epoca Bertini non poteva ricandidarsi perché aveva già vinto due
candidature, fu candidato per Rifondazione Comunista Nicola Campanile che però andò in
contrasto con Bertini e nell’ultima fase della consiliatura lascio il posto a Bertini”.

 

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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