C’è un passaggio dell’inchiesta sul cosiddetto “Sistema Sorrento” che, nelle ultime ore, starebbe provocando forte imbarazzo e profonde riflessioni negli ambienti della Prefettura di Napoli. Non si tratta di un episodio marginale, ma di una vicenda che chiama direttamente in causa procedure amministrative, interlocuzioni istituzionali e presunti interventi ai massimi livelli prefettizi. Al centro di tutto vi sono le nozze dell’ex ministra Mara Carfagna con l’avvocato Alessandro Ruben, celebrate nel giugno 2024 a Villa Zagara, a Sorrento. A far esplodere il caso è il contenuto di un verbale investigativo desecretato dell’ex sindaco Massimo Coppola, oggi coinvolto nell’inchiesta della Procura di Torre Annunziata sul sistema di presunte tangenti e corruttele che avrebbe caratterizzato la sua amministrazione.
Secondo il racconto reso ai magistrati, Villa Zagara inizialmente non avrebbe potuto ospitare il matrimonio perché non ancora riconosciuta come ufficio di stato civile. Coppola spiega di essersi recato personalmente in Prefettura, ricevendo dai funzionari una risposta netta: “Non si può fare”. Una posizione tecnica apparentemente chiara, che però – stando sempre al verbale – sarebbe improvvisamente cambiata nel giro di poche ore.
Infatti Alessandro Ruben avrebbe infatti detto a Coppola che “ne avrebbe parlato con chi di dovere”. Successivamente, sempre secondo il narrato, sarebbero arrivate rassicurazioni dai vertici prefettizi sul fatto che la procedura si sarebbe potuta comunque sbloccare. L’interrogativo che si pongono in tanti è: chi è stato il funzionario che ha rilasciato questo permesso? L’ufficio Enti Locali? L’Ufficio Anagrafe e Stato Civile? Non si sa.
“Loro fanno i loro passaggi e mi dicono che è tutto risolto”, racconta Coppola ai pm. Una frase che oggi pesa come un macigno. Ancora più delicato il riferimento ai tempi. L’ex sindaco parla di una delibera approvata “in poche ore”, nonostante si trattasse di una procedura che normalmente richiederebbe ben altri iter e tempistiche. Un’accelerazione che, inevitabilmente, alimenta interrogativi pesantissimi sull’esistenza di eventuali corsie preferenziali per figure politiche di primo piano.
Ed è proprio questo l’aspetto che starebbe scuotendo maggiormente gli uffici della Prefettura di Napoli. Perché nel verbale non emerge soltanto una vicenda amministrativa anomala, ma il racconto di un meccanismo in cui un iniziale “no” tecnico si sarebbe trasformato rapidamente in un “sì” dopo interlocuzioni di livello superiore. Ora però quel matrimonio rischia di trasformarsi in qualcosa di molto diverso da una semplice celebrazione privata.
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