La sinistra campana naviga in acque agitatissime. Da Torre Annunziata a Castellammare di Stabia, passando per Giugliano, Marano, Villaricca, il Partito Democratico si ritrova stretto in una morsa politica e di indagini che rischia di travolgere interi pezzi dell’amministrazione locale campana.
Il caso più clamoroso arriva da Torre Annunziata, centro da quasi 39mila abitanti, dove il sindaco Corrado Cuccurullo avrebbe deciso di dimettersi dopo le durissime parole del procuratore Nunzio Fragliasso, che ha parlato apertamente di «troppe ombre e poche luci» riferendosi alla situazione cittadina. Un affondo pesantissimo, che ha lasciato il primo cittadino isolato anche all’interno del suo stesso partito. Dal Nazareno, infatti, sarebbero arrivate soltanto prese di posizione formali, senza alcun sostegno concreto.
Ancora più delicata la situazione a Castellammare di Stabia. Qui il Pd regionale, attraverso il segretario campano Piero De Luca, ha chiesto un “passo di lato” al sindaco Luigi Vicinanza, ritenendo opportuno un gesto politico capace di allontanare lo spettro dello scioglimento del Comune. Una richiesta maturata dopo le inchieste che hanno coinvolto consiglieri eletti nelle liste civiche vicine all’amministrazione e i continui riferimenti investigativi ai rapporti con il clan D’Alessandro. Ma Vicinanza ha respinto al mittente ogni invito alle dimissioni, scegliendo di restare alla guida della città nonostante il clima sempre più pesante.
Eppure quello stabiese non è affatto un caso isolato. Negli ultimi anni diversi Comuni dell’hinterland napoletano amministrati dal centrosinistra sono finiti sotto la lente del Ministero dell’Interno o addirittura sciolti per infiltrazioni mafiose. A Villaricca lo scioglimento arrivò pochi anni fa sotto una giunta di centrosinistra guidata dal Pd. Stessa sorte per Sant’Antimo, altro Comune sciolto durante un’amministrazione riconducibile all’area dem.
Particolarmente simbolico il caso di Marano, sciolta due volte di fila per infiltrazioni camorristiche nel corso di amministrazioni a trazione centrosinistra. Una ferita ancora aperta per un territorio che continua a rappresentare uno dei punti più fragili della provincia partenopea.
Da anni, inoltre, anche Giugliano resta al centro di polemiche e accertamenti. Qui una commissione d’accesso ministeriale aveva fatto luce, in pochi mesi, anche meno dei tempi previsti dalla normativa nazionale, la possibile necessità dello scioglimento dell’ente, ipotesi poi respinta dal Viminale tra mille polemiche. Una decisione che continua a far discutere soprattutto alla luce delle presunte continuità politiche e amministrative tra le precedenti gestioni di centrosinistra e l’attuale governo cittadino. Stessa musica a Pomigliano, per un sindaco – ex socialista – finito al centro di indagini prefettizi. Anche qui, però, il Viminale non ha ritenuto di dover procedere con lo scioglimento.
Intanto nuovi riflettori si accendono anche su Mugnano, dove sono in corso indagini ancora in fase embrionale, mentre a Pozzuoli si ricorda la fragorosa nchiesta sulla presunta corruzione che ha coinvolto, pochi anni fa, l’ex sindaco Pd Vincenzo Figliolia.
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