Garlasco, il ruolo delle cugine: rapporti tra Chiara Poggi e Sempio al centro delle indagini

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Poche domande, mirate e su un perimetro ben definito: chiarire che tipo di rapporto ci fosse, diciannove anni fa, tra Chiara Poggi e Andrea Sempio, amico del fratello Marco e oggi indagato per omicidio aggravato. È questo il fulcro delle audizioni di Paola e Stefania Cappa, cugine della vittima, ascoltate come testimoni dai carabinieri nell’ambito della nuova fase dell’inchiesta sul delitto di Garlasco.

Le due donne sono state convocate nella caserma di via Vincenzo Monti, a Milano, in orari diversi e lontano da occhi indiscreti. A fornire i dettagli è il loro legale, Antonio Marino: Paola è entrata intorno alle 11, Stefania nel primo pomeriggio. Entrambe le audizioni sono durate meno di un’ora. Un tempo breve, segno che gli investigatori hanno puntato dritto al cuore della questione, forti degli elementi raccolti contro Sempio.

Secondo l’ipotesi accusatoria, il movente dell’omicidio sarebbe di natura sessuale: un approccio respinto da Chiara avrebbe scatenato la reazione violenta. In questo quadro, definire con precisione la natura dei rapporti tra i due diventa cruciale. Le cugine, parte della cerchia più stretta della giovane, sono state quindi ascoltate per la prima volta nella nuova indagine come persone informate sui fatti.

I loro avvocati sottolineano la piena collaborazione: le due hanno risposto alle domande senza la presenza di magistrati o difensori, confermando la disponibilità mostrata sin dall’inizio del caso.

All’epoca dei fatti, Paola e Stefania avevano 23 anni. Diventarono note anche per un episodio discusso: un’immagine appesa al cancello della villetta di via Pascoli che le ritraeva sorridenti insieme a Chiara, rivelatasi poi un fotomontaggio. Oggi le loro vite hanno preso strade diverse: Paola è diventata foodblogger, Stefania avvocata nel campo del diritto societario.

Chiara Poggi, laureata in Economia, lavorava a Milano e conduceva una vita riservata. Tornava ogni sera nella casa di famiglia, frequentava il fidanzato Alberto Stasi, pochi amici e alcuni colleghi. Proprio nell’estate della sua morte si era riavvicinata a Stefania, con cui – come lei stessa raccontò – si vedeva quasi ogni giorno.

Un elemento che oggi assume un peso particolare, soprattutto alla luce di quanto dichiarato da Paola già il 15 agosto 2007, appena due giorni dopo il delitto. Parole che oggi suonano quasi profetiche: suggeriva di cercare l’assassino tra colleghi o conoscenti, ipotizzando un uomo incapace di accettare un rifiuto e ossessionato dalla vittima. Una figura che avrebbe potuto studiarne le abitudini e colpire approfittando dell’assenza dei genitori.

Dopo quelle prime fasi, le cugine erano uscite di scena. Solo Stefania era riemersa brevemente negli anni successivi, citata da un testimone poi rivelatosi inattendibile. Ora, con la Procura di Pavia vicina alla chiusura delle indagini, il loro contributo torna centrale.

Gli investigatori cercano di capire se per Sempio Chiara fosse davvero solo “la sorella di un amico” o se dietro quell’immagine si nascondesse qualcosa di più. Una risposta che potrebbe rappresentare l’ultimo tassello di un caso rimasto per anni sospeso tra dubbi e verità mai del tutto chiarite.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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