PRIMO MAGGIO, GLI ESTREMISTI DEI CENTRI SOCIALI CONTRO LE FORZE DELL’ORDINE

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Alcuni autonomi cercano di entrate in giardino ex Askatasuna, respinti

Un gruppo di autonomi è riuscito a raggiungere il cancello del giardino dell’ex centro sociale Askatasuna a Torino e ad aprirlo. All’interno però c’erano i reparti mobili della polizia, che hanno caricato e lanciato lacrimogeni per respingerli. I manifestanti, rimasti alcune centinaia, continuano a girare per il quartiere di Vanchiglia, quello dell’ex Askatasuna, alcuni di loro a volto coperto, e tentano ripetutamente di attaccare il retro del centro sociale. Contro le forze dell’ordine c’è stato un fitto lancio di bottiglie di vetro e qualche sasso.

Autonomi a Torino contro forze dell’ordine, carica in risposta

 Lo spezzone di autonomi che si è staccato dal corteo del Primo Maggio a Torino ha tentato di sfondare il cordone di forze dell’ordine davanti all’ex Askatasuna occupata, in corso Regina Margherita. Gli antagonisti sono andati a colpire gli scudi delle forze dell’ordine a bastonate, spruzzando contro agenti e militari con delle bombolette. La reazione è stata una carica e l’utilizzo di un idrante.

Landini al governo: è il momento di dire basta con la propaganda

«Questo è il governo che parla di salario giusto e poi non aumenta i salari ai suoi dipendenti. E’ il governo che non sta riducendo la precarietà; che sta favorendo che i giovani vadano via dal nostro Paese. Quindi è il momento di dire basta propaganda e di provare a risolvere i problemi che fino ad ora non ha risolto». Così il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, dalla manifestazione del Primo maggio a Marghera, commenta le parole della premier Giorgia Meloni e lancia anche una sua proposta. «Siccome il governo si ricorda che esistono i lavoratori una volta all’anno, il Primo maggio, e poi se ne scorda per gli altri 364 giorni, sono per proporre che si cambi il calendario, con la Festa del lavoro ogni mese, così spero che ogni mese si occupino dei lavoratori non per fare propaganda ma per fare delle cose serie».

Primo Maggio: Schillaci, grati a chi si prende cura della nostra salute

«La ricorrenza del Primo Maggio è un’occasione importante per ricordare e celebrare l’impegno delle donne e degli uomini che con dedizione contribuiscono al benessere dell’Italia. In questa giornata voglio esprimere la mia gratitudine verso i medici, gli infermieri e verso tutto il personale sanitario e sociosanitario, verso coloro che ogni giorno, con il loro impegno professionale, si prendono cura di tutti noi cittadini: siete uno dei pilastri fondamentali di questa Nazione». Così il ministro della Salute, Orazio Schillaci. «Come Governo abbiamo ben presente il ruolo di chi lavora in Sanità – prosegue il ministro – Per questo ci siamo impegnati con misure concrete per tutelare e valorizzare il nostro capitale umano, sia per il miglioramento delle retribuzioni, sia per contrastare con l’arresto, anche in flagranza differita, le ignobili aggressioni al personale medico e sanitario. La Sanità pubblica, come definita dall’articolo 32 della nostra Costituzione, è un bene prezioso che difendiamo con orgoglio e che possiamo garantire ogni giorno ai cittadini italiani grazie all’impegno generoso delle lavoratrici e dei lavoratori del nostro Servizio Sanitario Nazionale».

Torino, in migliaia al corteo

Sono migliaia le persone che stanno sfilando questa mattina a Torino per il corteo del Primo Maggio, la Festa dei lavoratori. Partito da corso Cairoli alle 9.30, il serpentone percorre il lungo Po, piazza Vittorio Veneto e via Po, con arrivo in piazza Castello e non in piazza San Carlo come da tradizione, a causa dei lavori di pedonalizzazione in via Roma.
 Ad aprire il corteo ci sono lo striscione dei sindacati Cgil, Cisl e Uil con lo slogan «Lavoro dignitoso» e lo striscione dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia. Subito dietro le istituzioni, tra cui il sindaco, Stefano Lo Russo. Sul palco allestito in piazza Castello, oltre al primo cittadino, è previsto l’intervento del segretario Cisl, Giuseppe Filippone.
 A chiudere la manifestazione c’è lo spezzone sociale ‘Torino partigiana’, aperto dallo striscione «La loro guerra non la paghiamo. Torino partigiana. Que viva Askatasuna», che vede tra i partecipanti attivisti di Askatasuna e di altri centri sociali torinesi come il Gabrio, il comitato Vanchiglia Insieme, collettivi studenteschi, No Tav e i pro Palestina con il coordinamento Torino per Gaza.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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