– È stato acquisito, da circa 96 ore, il cellulare di Alice Di Vita, la figlia diciannovenne di Gianni, padre e marito, rispettivamente, di Antonella e Sara (foto), morte dopo Natale per avere ingerito, quasi certamente a cena il 23 dicembre, della ricina, letale veleno estratto dai semi della pianta del ricino. Una notizia — resa nota mercoledì sera da Chi l’ha visto? — emersa nel decreto di convocazione dei cinque medici indagati per omicidio colposo, martedì prossimo, per gli accertamenti irripetibili, appunto, sul telefonino della giovane.
Che quella sera del 23 non cenò in famiglia, uscendo per una pizza con degli amici. A casa, a Pietracatella, in provincia di Campobasso, rimasero Gianni, 55 anni, Antonella, 50, e la loro figlia secondogenita, 15. Mangiarono cozze, salumi e insalata giardiniera. Antonella e la figlia si sentirono male a partire dal 25, chiesero di essere ricoverate in ospedale ma i medici le liquidarono parlando di semplice gastroenterite. Poi le loro condizioni peggiorarono. Sara morì il 27. Sua madre il giorno dopo.

























