Napoli, dalla Costituzione alla lotta a mafie e inquinamento: il convegno dell’Associazione Livatino accende il dibattito su legalità e prevenzione

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Si è svolto ieri un convegno di alto profilo promosso dall’Associazione Antimafia Rosario Livatino, incentrato su un tema di straordinaria attualità: il secondo comma dell’art. 3 della Costituzione italiana, nella parte in cui impegna la Repubblica a rimuovere gli ostacoli economici e sociali che limitano la libertà e l’eguaglianza dei cittadini. Un principio cardine che, nel corso degli interventi, è stato declinato alla luce delle moderne sfide legate alla criminalità organizzata, all’ambiente e alla tenuta del sistema democratico.

Ad aprire i lavori è stato il Prefetto Guetta, che ha richiamato la propria esperienza maturata presso la Prefettura dell’Aquila nel delicato periodo successivo al sisma, evidenziando come sodalizi criminali provenienti da altre regioni abbiano tentato di infiltrarsi nella gestione degli appalti legati alla ricostruzione. Un passaggio che ha riportato al centro dell’attenzione il tema delle infiltrazioni mafiose nei grandi flussi di spesa pubblica.

Di grande rilievo anche gli interventi del procuratore aggiunto di Napoli, dott. Riccio – delegato dal Procuratore Nicola Gratteri – e dell’ex procuratore capo di Napoli Nord, dott.ssa Troncone, oggi presidente onorario dell’Associazione. Entrambi hanno approfondito la normativa ambientale, soffermandosi sulle più recenti pronunce della Corte Europea e sulle possibili evoluzioni legislative utili a rafforzare il contrasto ai fenomeni di inquinamento.

Il focus si è poi spostato su un approccio più operativo grazie all’intervento del sostituto procuratore di Napoli Nord, Giovanni Corona (delegato dal Procuratore Airoma), sollecitato dalle domande del giornalista moderatore Marco Di Caterino. Corona ha evidenziato come la sola repressione penale non sia sufficiente a contrastare in maniera efficace i reati ambientali, richiamando l’esperienza maturata durante la faida di Scampia: nonostante numerosi arresti, le organizzazioni criminali riuscivano a rigenerarsi rapidamente. Da qui la necessità, ribadita con forza, di investire su strumenti di prevenzione capaci di intervenire prima che i fenomeni degenerino in reato.

Particolarmente incisivo l’intervento dell’oncologo dott. Marfella, componente del direttivo dell’Associazione, che ha portato all’attenzione dati estremamente preoccupanti sul piano sanitario. Richiamando la propria esperienza presso l’Istituto Pascale, ha evidenziato come la Regione Campania registri un’aspettativa di vita inferiore di circa cinque anni rispetto ad altre regioni italiane, collegando tale dato all’inquinamento diffuso e, in particolare, al fenomeno della cosiddetta “Terra dei Fuochi”. Le sue analisi hanno posto in luce un nesso sempre più evidente tra inquinamento ambientale e aumento delle patologie tumorali.

A chiudere i lavori è stato il presidente dell’Associazione, il prof. Nicola Morra, già presidente della Commissione parlamentare antimafia, che ha offerto una lettura ampia e articolata dei fenomeni mafiosi e camorristici, evidenziando la loro capacità di penetrazione nei diversi ambiti della vita economica, politica e sociale. Morra ha inoltre sottolineato l’attività svolta dall’Associazione Livatino in chiave di prevenzione antimafia, attraverso la trasmissione alle Prefetture – in particolare a quella di Napoli – di elementi informativi tratti da fonti aperte. Non è mancato un passaggio critico per l’assenza di rappresentanti della Prefettura di Napoli, nonostante un formale invito, a fronte invece della presenza del Prefetto di Caserta, dott.ssa Lucia Volpe.

Nel corso dell’evento è stato rivolto un sentito ringraziamento all’Associazione Nazionale Carabinieri per il supporto organizzativo, nonché ai rappresentanti del mondo dell’informazione presenti, tra cui il giornalista Mimmo Rubbio, recentemente destinatario di un provvedimento di revoca della scorta nonostante sia impegnato come testimone in processi di mafia.

Determinante, infine, il ruolo organizzativo svolto dal dott. Salvatore Carli, componente del direttivo dell’Associazione, figura di lunga esperienza nel campo della prevenzione antimafia, già impegnato presso la Prefettura di Napoli e partecipe di numerose commissioni di accesso antimafia presso enti locali successivamente sciolti per infiltrazioni criminali, nonché consulente tecnico per diverse procure campane e del Lazio.

Un convegno denso di contenuti e spunti di riflessione, che ha ribadito con forza come la piena attuazione dell’art. 3 della Costituzione passi necessariamente attraverso un impegno concreto e multidisciplinare nella lotta alle disuguaglianze, alla criminalità e all’inquinamento ambientale.

© Copyright Redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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