Moccia Antonio – ritenuto dagli inquirenti esponente del clan Moccia – già assolto dall’addebito di aver promosso e diretto la omonima organizzazione dal 1998 al 2012 con sentenza definitiva (difeso dall’avvocato Salvatore Pettirossi) è stato anche assolto dall’addebito di calunnia aggravata dal 416 bis in presunto danno del Comandante Luigi Maiello. La VII Sezione Penale del Tribunale di Napoli – condividendo le argomentazioni articolate dall’avvocato Salvatore Pettirossi – ha mandato assolto il Moccia Antonio per non aver commesso il fatto. La nota vicenda aveva ad oggetto una video intervista rilasciata a FAnpage nel 2017 dall’allora Comandante dei Vigili Urbani, Maiello Luigi, il quale, tre anni prima, si era recato per effettuare un sopralluogo richiesto dalla Squadra Mobile di ROma su un terreno in Afragola, Contrada Lellero, gestito dalla società Depar srl, di proprietà della moglie di Moccia Antonio e quest’ultimo si era presentato sul garage su richiesta del Comandante dei vigili urbani.
Il comandante Luigi Maiello ritenendo illegittima e senza alcuna motivazione la presenza del Moccia lo aveva denunciato per abuso edilizio aggravato dal metodo mafioso, rappresentando che la sua presenza potesse nascondere “inquietanti scenari ed interessi della criminalità organizzata. procedimento per abuso edilizio che veniva prontamente archiviato. Nel 2017 con la video intervista del Maiello a Fan page ove veniva accostata la presenza del Moccia ai lavori della TAv, e veniva ritenuta illegittima ed inspiegabile la presenza del Moccia su quel terreno al fine di chiedere spiegazioni, il Moccia si è sentito diffamato ed ha depositato un esposto per diffamazione che veniva archiviato dalal Procura di Napoli. Il Maiello, venuto a conoscenza dellì’esposto del Moccia, lo ha – a sua volta- querelato per calunnia. Nel corso del dibattimento ho dimostrato che il Maiello, viceversa, era perfettamente a conoscenza della legittimità della presenza del Moccia sul terreno e le sue errate informazioni hanno determinato i giornaliti a realizzare – correttamente – un pezzo giornalistico.
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