ILLUSIONE SALENTINA La partenza del Lecce è arrembante e coraggiosa e dopo 3’ i salentini passano. Su angolo di Gallo, Beukema si perde la marcatura e Siebert gira in rete di testa. Il Napoli non riesce a riordinare le idee e fatica a organizzare un’azione corale. Gli unici sussulti in un primo tempo vuoto di idee sono un tiro al volo di Politano lontanissimo dalla porta e una ciabattata di Gilmour che da buona posizione non inquadra la porta. Il Maradona si spazientisce, Conte manda a scaldare McTominay e De Bruyne all’intervallo.
CAMBIO MARCIA E nella ripresa la musica cambia, col Napoli che cambia marcia a comincia ad andare in verticale. Bastano cinquanta secondi per svoltare: Gilmour in profondità pesca Politano, Falcone resta nella terra di mezzo, cross rasoterra per Hojlund che insacca a porta vuota. Gilmour adesso è ispirato e la qualità di De Bruyne sulla trequarti manda in tilt il Lecce. L’ex City sfiora il gol da fuori, poi serve Alisson che viene fermato di piede da Falcone. L’arrembaggio del Napoli non si placa e al 22’ arriva il sorpasso: da un angolo di De Bruyne, la palla viene prolungata e Politano sul secondo palo trova la volée vincente, mettendo fine a un’astinenza che durava dal 30 marzo 2025, contro il Milan. Il Napoli può sorridere: per la seconda volta nell’era dei tre punti tocca quota 14 risultati utili consecutivi in casa in campionato. Eguagliata la striscia di Sarri del 2015-16. L’emergenza è alle spalle, dalla panchina escono i big. E il posto Champions sembra sempre più blindato.

























