Cuore trasportato in un box anni ’80: ecco cosa emerge dall’inchiesta sulla morte di Domenico

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Il cuore destinato al piccolo Domenico sarebbe stato trasportato il 23 dicembre dall’ospedale San Maurizio di Bolzano all’Ospedale Monaldi di Napoli in un box isotermico di vecchia generazione, in uso dagli anni ’80, simile a un contenitore da spiaggia. Una scelta che ora pesa nell’inchiesta: da mesi sarebbero infatti disponibili contenitori tecnologici con termostato, ma – secondo quanto emerso – nessuno avrebbe seguito il corso di formazione per utilizzarli.

Al momento del sequestro, dopo la morte del bambino, i carabinieri del Nas hanno trovato sul contenitore una scritta a pennarello nero: “S. Op. C. Ch. Ped.”, ovvero sala operatoria di cardiochirurgia pediatrica. Il box e il fascicolo fotografico sono stati acquisiti agli atti dell’indagine coordinata dal pm Giuseppe Tittaferrante, che ha chiesto l’incidente probatorio per l’autopsia.

Sette componenti dell’équipe chirurgica del Monaldi risultano indagati per omicidio colposo. Domenico è morto dopo 60 giorni di coma farmacologico successivi al trapianto. Al centro dell’inchiesta c’è l’ipotesi che il cuore fosse stato lesionato dall’utilizzo di ghiaccio secco durante il trasporto: un elemento ritenuto cruciale per accertare eventuali responsabilità.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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