Come a Natale, anche a Capodanno la famiglia del bosco resta divisa. Nathan potrà incontrare i tre figli solo per poche ore, il primo gennaio, nella casa famiglia di Vasto dove i bambini vivono con la madre Catherine dopo l’allontanamento disposto dal Tribunale per i minorenni dell’Aquila lo scorso 20 novembre. Un incontro vigilato, a tempo, seguito da un nuovo distacco.
Catherine descrive una situazione di forte disagio emotivo. I bambini sono nervosi, chiedono di tornare a casa e faticano ad adattarsi alla nuova quotidianità. La più grande domanda insistentemente perché siano lì, la più piccola chiede spesso del padre. Pesano l’assenza degli animali, del bosco e di un ambiente naturale che faceva parte della loro vita quotidiana. Secondo la madre, la brusca interruzione di quel modello educativo sta avendo ripercussioni evidenti sul loro equilibrio.
A preoccupare è anche la salute: all’ingresso in struttura a una delle bambine è stata diagnosticata una bronchite definita “trascurata” dal Tribunale. Catherine riferisce di aver chiesto una visita con un pediatra di fiducia, senza ottenerla, sentendosi esclusa anche dalle decisioni sanitarie.
Sul fronte scolastico si cercano soluzioni: possibile l’inserimento in una scuola pubblica vicina alla struttura o, in alternativa, in un istituto paritario che si è offerto di accoglierli gratuitamente. I bambini provenivano da un percorso di homeschooling di ispirazione steineriana, che i decreti giudiziari non hanno mai ritenuto lesivo del diritto all’istruzione.
Il punto, secondo il Tribunale, resta il presunto rischio per la “vita di relazione” dei minori. Catherine non chiede scorciatoie, ma che venga riconosciuto il disagio reale dei figli. «Sto male io – ripete – e stanno male anche i miei bambini».
© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews























