Giunta regionale Campania, il caso Cuomo rallenta Fico

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Il cantiere della nuova giunta regionale della Campania resta aperto e, tra incastri politici e nodi giuridici, uno dei nomi che continua a far discutere è quello di Enzo Cuomo. Sessantun anni, figura di peso del Partito Democratico napoletano, già senatore e oggi sindaco di Portici per la quarta volta, Cuomo è considerato dai dem un profilo ideale per entrare nell’esecutivo guidato da Roberto Fico. Ma la sua eventuale nomina ad assessore regionale è tutt’altro che scontata.

A frenare la corsa di Cuomo non sono solo i rapporti complicati con il Movimento 5 Stelle locale, ma soprattutto una questione normativa che da giorni tiene banco anche al Nazareno, sede nazionale del Pd. La domanda è tanto semplice quanto spinosa: un sindaco in carica può essere nominato assessore regionale in Campania?

La risposta non è univoca. Lo Statuto regionale stabilisce che i requisiti di eleggibilità e le cause di incompatibilità previste per i consiglieri regionali valgono anche per gli assessori esterni. In altre parole, ciò che impedisce di diventare consigliere o rende incompatibile quella carica si riflette anche sulla composizione della giunta.

Nel caso dei sindaci, la legge elettorale campana prevede l’obbligo di dimissioni entro un certo termine prima delle elezioni regionali per poter essere eletti consiglieri. È quanto accaduto, ad esempio, a Ciro Buonajuto, che lasciò la guida di Ercolano prima del voto. Tuttavia, quella norma è oggi oggetto di un ricorso del Governo davanti alla Corte Costituzionale, che discuterà la questione l’11 febbraio 2026, lasciando dunque il quadro giuridico in una zona grigia.

Applicando l’interpretazione più prudente, Cuomo dovrebbe dimettersi da sindaco prima della nomina ad assessore, per evitare di incorrere in una condizione di ineleggibilità, che opera prima dell’accesso alla carica e non è sanabile a posteriori. Diverso il caso dell’incompatibilità, che consentirebbe invece una scelta successiva tra i due incarichi. È su questo crinale che si gioca il destino politico del primo cittadino di Portici.

Nel frattempo, Fico procede con cautela. Il primo Consiglio regionale è convocato per il 29 dicembre, ma l’ipotesi di una giunta completa entro Natale appare sempre più lontana. Pesano anche le dinamiche interne al Pd, a partire dal congresso provinciale, che il presidente aspetta prima di chiudere il puzzle.

Intanto il neo governatore ha iniziato a strutturare la propria macchina amministrativa. Francesco Comparone, classe 1972, è il nuovo capo di Gabinetto: un profilo tecnico con esperienze alla Camera dei Deputati e al ministero della Giustizia. Alla segreteria, invece, dovrebbe arrivare Laura De Vita, funzionaria del Comune di Napoli, con un passato istituzionale legato al Movimento 5 Stelle e già collaboratrice di Fico alla Camera. Restano da assegnare altri ruoli chiave, dal portavoce al capo dell’ufficio legislativo, tutti incarichi fiduciari.

Parallelamente si consuma la partita delle commissioni consiliari. Alla presidenza del Consiglio regionale sono in corsa Massimiliano Manfredi e Maurizio Petracca, entrambi Pd. Il primo, forte di oltre 30mila preferenze, parte favorito, ma Petracca potrebbe essere scelto per riequilibrare la rappresentanza territoriale. Chi resterà fuori sarà il candidato naturale alla guida del gruppo dem.

Il Pd, primo partito, punta a controllare almeno quattro incarichi tra presidenze e vicepresidenze di commissione, mentre il M5S mira a un ruolo di peso nelle Politiche sociali, con Luca Trapanese tra i nomi più accreditati. La lista “A testa alta” di Vincenzo De Luca reclama spazio, ma qui si ripropone il veto su figure ritenute troppo legate all’ex governatore, come Fulvio Bonavitacola o Luca Cascone. In pole per la Commissione Trasporti emerge Nino Simeone, forte dei rapporti con il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi.

Sul fronte opposto, nel centrodestra, Gennaro Sangiuliano guiderà il gruppo di Fratelli d’Italia, mentre Edmondo Cirielli, sconfitto alle regionali, assumerà inizialmente il ruolo di capo dell’opposizione prima di rientrare stabilmente a Roma come viceministro degli Esteri.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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