A guardarla così, Marano sembrerebbe una località di alta montagna dopo una nevicata tardiva, una novella Courmayeur. Strade, marciapiedi, automobili, balconi e perfino panchine: tutto è ricoperto da un candido manto bianco. Ma niente settimana bianca o cambio climatico estremo: è solo polline. Tantissimo polline.
La scena, se non fosse drammatica, sarebbe quasi fiabesca. Purtroppo, però, a raccontarcela non è un libro per bambini ma le centinaia di cittadini colpiti da crisi allergiche, occhi gonfi e naso che cola. E mentre la città lotta tra fazzoletti e antistaminici, una domanda s’impone come il classico elefante nella stanza (stavolta coperto di polline): le potature che fine hanno fatto?
La manutenzione del verde pubblico, in una stagione così delicata, non dovrebbe essere un optional. Invece, sembra essere stata del tutto dimenticata dall’amministrazione guidata dal Sindaco Matteo Morra, lasciando campo libero a piante che ormai sembrano voler vendicare anni di tagli con un’esplosione incontrollata di pollini.
È surreale che in pieno 2025, in un Comune come il nostro, ci si ritrovi a dover scegliere tra la bellezza del verde e la possibilità di respirare. Serve un intervento immediato, concreto e risolutivo, non le solite panzane lanciate sui social dal Sindaco. E ora anche la sicurezza stradale entra in gioco: nelle scorse ore, un cittadino ha rischiato la vita scivolando rovinosamente su uno spesso strato di polline accumulato sull’asfalto. Sindaco Morra, la città ti chiede risposte. E magari anche un po’ d’aria pulita.
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