Il 19 dicembre scorso, al ministero della Giustizia, è pervenuta una nota, con tanto di relazione allegata, con la quale il presidente del tribunale Napoli nord e il giudice ausiliario coordinatore del Giudice di Pace di Marano, chiedono la soppressione dell’ufficio giudiziario maranese.
La storia è arcinota: i comuni che diedero vita alla convenzione oltre un anno fa, che disciplinava i criteri di gestione della struttura, non hanno rispettato gli impegni assunti con il Ministero. Impegni in merito alla dislocazione di personale amministrativo negli uffici e impegni di carattere economico.
Per effetto di tali inadempienze, dunque, il presidente del tribunale Napoli nord e il giudice ausiliario Buono hanno richiesto la chiusura del presidio, allocato tra l’altro in un immobile per due terzi di proprietà privata e occupato, ad oggi, senza un regolare contratto tra il Comune di Marano e i privati. Secondo Buono, con i germani Cavallo non è stato raggiunto nemmeno l’accordo per le precedenti pendenze economiche.
Il giudice Buono, nella sua relazione, ha evidenziato tante altre anomalie, aggiungendo che non è percorribile nemmeno la strada del trasferimento in un altro immobile comunale (il sindaco di Marano aveva proposto l’attuale municipio del corso Umberto), poiché lo stesso necessiterebbe di lavori di adeguamento e ristrutturazione che richiederebbero almeno due anni di lavoro. E ancora: il personale impiegato dai comuni non è nemmeno professionalmente formato per svolgere determinati compiti. Per tale ragione, l’ufficio va chiuso. Il ministero della Giustizia, nel contempo, ha chiesto ai sindaci dei sette comuni interessati di formulare eventuali controdeduzioni entro e non oltre il 31 gennaio.
© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
























