Cos’è l’influenza australiana?
La variante australiana dell’influenza è causata dal virus H3N2. Quest’ultimo è un virus particolarmente aggressivo, che nell’emisfero sud ha provocato un alto numero di ricoveri ospedalieri e in terapia intensiva. In Australia, addirittura, l’epidemia influenzale è risultata essere la più aggressiva degli ultimi 10 anni.
Quali sono i sintomi?
Indipendentemente dal ceppo virale, e quindi che sia o meno influenza australiana, i sintomi sono sempre gli stessi: febbre alta oltre i 38°C, brividi di freddo, dolori muscolari o articolari, inappetenza, stanchezza e sonnolenza in aggiunta ai classici sintomi respiratori come congestione nasale, naso che cola, tosse secca e mal di gola. In alcuni casi possono esserci anche sintomi a carico dell’apparato digerente, come mal di stomaco, nausea, vomito e diarrea. Ciò che rende la variante australiana particolarmente preoccupante è la sua capacità di colpire il sistema nervoso centrale, causando sintomi neurologici come la confusione mentale, i mal di testa intensi e, in alcuni casi, deliri, encefaliti e convulsioni.
Quanto dura?
A meno di complicazioni, l’influenza stagionale dura per un periodo tra i 5 e i 7 giorni, anche se in alcune persone il decorso può essere più o meno lungo a seconda dell’età, della forma fisica e di problematiche pregresse. Nei bambini e negli anziani, ad esempio, la durata può essere maggiore e i sintomi più marcati.
Come si cura?
Se si viene colpiti dall’influenza, il consiglio degli esperti è quello di bere liquidi per evitare la disidratazione e stare al caldo e a riposo. In caso di necessità, ma senza abusarne, è possibile assumere farmaci antinfiammatori come l’ibuprofene o il ketoprofene. E per tenere sotto controllo la febbre si può utilizzare il paracetamolo. Gli antivirali, invece, vanno assunti solo ed esclusivamente sotto controllo medico. Mentre invece sono totalmente inutili gli antibiotici, che non hanno effetto sui virus.



























