Ci sono stati colpi di arma da fuoco nelle mie vicinanze, ma prima che le voci finiscano fuori controllo, voglio che sentiate questo da me: sono al sicuro e sto bene. Niente mi rallenterà. Non mi arrenderò mai. Vi amerò sempre per il vostro sostegno”.
Così Donald Trump sui social poco dopo l’allarme scattato al Golf Club di Palm Beach, mentre il tycoon giocava a golf. Un uomo armato sorpreso oltre la recinzione, gli spari dei servizi di sicurezza, la fuga del sospetto, infine l’arresto dell’uomo. Gli investigatori diffondono i dettagli: il sospetto aveva un’arma, un mitra “tipo AK47”, e una telecamerina GoPro.
fatti, come li conosciamo finora
Un nuovo attentato a Donald Trump, dunque, a due mesi da quello del 13 luglio durante un comizio in Pennsylvania. Vediamo i fatti.
Un uomo, alle 13,30 ora della Florida, le 19,30 italiane, è stato arrestato da Fbi e Secret Service per un “possibile tentato assassinio” dell’ex presidente. Il sospetto si era appostato tra i cespugli al bordo del Trump International Course, a West Palm Beach, mentre Trump era impegnato a giocare a golf come ogni domenica. Quando l’ex presidente è arrivato alla buca numero 5, a distanza di circa 350-450 metri dall’attentatore, un agente della sicurezza ha notato la canna da fucile e ha aperto il fuoco in quella direzione. Trump è stato portato via dalla scorta.
L’attentatore è fuggito, ha raggiunto un’auto, una Nissan di colore scuro, ma è stato bloccato dalle pattuglie dello sceriffo della contea. Al momento dell’arresto, non ha opposto resistenza e non era armato. Tra le siepi dove si era appostato sono stati recuperati un’arma “di tipo AK-47” con binocolo, due zaini con munizioni, una telecamerina GoPro. “Quando lo abbiamo bloccato – ha spiegato lo sceriffo – era relativamente calmo. Non ha mostrato emozioni, non ha chiesto che cosa stesse succedendo”.
























