Questa sera alle ore 21:30, su Canale 5, sarà trasmesso in prima visione il film “Sogno Olimpico” incentrato sul ciclo della nazionale spagnola di pallanuoto che, dopo aver perso l’epica finale alle Olimpiadi di Barcellona ’92 proprio contro la nazionale italiana, si rifarà quattro anni dopo trionfando ai giochi di Atalanta.
Produzione spagnola, ovviamente, dal cast stellare: Jaime Lorente (La Casa di Casrta) è Pedro García Aguado, giovane stella della waterpolo iberica, mentre Álvaro Cervantes impersonificherà il capitano e stella della seleccion Manuel Estiarte, il Maradona della pallanuoto oggi team manager del Manchester City di Pep Guardiola.
In quel Settebello, capace di trionfare nel ’92 alla Picornell di Barcellona, sotto gli occhi del re Juan Carlos militavano ben sei atleti napoletani: Mario Fiorillo, Franco e Pino Porzio, Carlo Silipo, Marco D’Altrui e Nando Gandolfi, che firmò la rete decisiva della finalissima, regalando la medaglia d’oro ai suoi.
Ricorda, così, quella sfida l’attuale commissario tecnico dell’italpallanuoto maschile Sandro Campagna, tra i protagonisti in vasca in quella calda giornata di Agosto: “Dentro quella finale c’era un dramma sportivo di un avversario che ha perso in casa un match che pensava di vincere. E soprattutto la forza mentale di un gruppo che riesce, grazie anche al suo allenatore, a diventare imbattibile con una disciplina, una forza interiore e una gestione dello stress fuori dal comune; un gruppo che iniziò male il suo percorso, ricevendo anche tante critiche, per poi fare quel capolavoro di partita. Una squadra, parlo ovviamente dell’Italia, che da quel momento in poi perse solo una partita ufficiale, ininfluente contro la Romania agli Europei di Sheffield. Abbiamo dominato la scena per tre anni”.
“Sará emozionante rivedere – dichiara Franco Porzio – quella finalissima. Abbiamo vinto contro tutto e tutti. Gli spagnoli, a cominciare da Re Juan Carlos in tribuna, già pregustavano l’ oro. Era l’ultima gara dell’Olimpiade e volevano chiudere alla grande. Il tifo iberico era infernale. Ma noi volevamo quella vittoria. È stata una finale infinita ed ancora oggi resta una delle più grandi imprese sportive azzurre di sempre”.
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