Campi flegrei: scosse, bradisismo, piani di emergenza: tutto quel che c’è da sapere

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Terremoto Campi Flegrei, le oltre 160 scosse – 150 dalle 19.51 alle 0,31 e altre 15 dopo lo sciame – che si sono alternate durante la notte, in primis quella da 4.4 di magnitudo, la più forte degli ultimi 40 anni, hanno messo a durissima prova chi da una vita ha a che fare con il bradisismo. Cosa sta succedendo? Arriverà un altro terremoto? Quale è il piano di emergenza? Quali sono le possibili implicazioni sull’attività del Vesuvio? Il magma sta risalendo?

«Lo sciame sismico è ancora in corso. Con l’ultimo aggiornamento delle ore 11:30 le scosse registrate sono state 149. Stiamo cercando di allestire altre aree di attesa, sono stati sgomberati 18 fabbricati, abbiamo allontanato per precauzione 39 nuclei familiari, abbiamo al momento 300 segnalazioni di possibili criticità. I nostri tecnici hanno effettuato 102 interventi». Lo scrive su Fb il sindaco di Pozzuoli, Gigi Manzoni. «È stato evacuato il carcere femminile, restano chiuse le scuole, il cimitero comunale e il mercato ittico all’ingrosso. Restano attive le aree di attesa del Palatrincone, del lungomare di via Napoli, di Piazza a Mare, del rione Toiano, largo palazzine e il parco urbano parcheggio C9 – ha spiegato – Abbiamo tende, brandine, bagni chimici, sedie, gazebo e tutto l’occorrente per gestire al meglio la situazione. C’è un contatto costante con la Prefettura, il Dipartimento Nazionale e la Protezione civile, mantenete la calma, seguite tutte le indicazioni».

Il piano d’emergenza

Il Piano speditivo di emergenza, previsto dall’art. 4 del decreto-legge n. 140 del 12 ottobre 2023, è elaborato dal Dipartimento della protezione civile, in raccordo con la Regione Campania, con la Prefettura – UTG di Napoli e con gli enti e le amministrazioni territoriali interessati, sulla base dei piani di protezione civile comunali e nazionale e delle conoscenze sulla pericolosità sviluppate dai Centri di Competenza che operano nell’area dei Campi Flegrei. Obiettivo della pianificazione speditiva di emergenza è la definizione di una specifica strategia e di procedure operative per rispondere agli effetti del bradisismo. Il Dipartimento della protezione civile, d’intesa con la regione Campania, con il coinvolgimento della Città metropolitana e della Prefettura di Napoli, e dei Comuni interessati, promuove attività esercitative per testare le misure previste dal Piano, in particolare tenendo conto della ricognizione dei luoghi in cui vivono le persone con disabilità.

La mappa

Le strutture chiamate in causa sono i Comuni di Napoli, Bacoli, Pozzuoli, Quarto, Marano, Monte di Procida e Giugliano in Campania, la Prefettura di Napoli, la Regione Campania, la Città Metropolitana di Napoli, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia – Osservatorio Vesuviano e il Dipartimento di Protezione Civile. In particolare, la Regione Campania allestirà la Sala Operativa (Soru) e la Sala Emercom, per il coordinamento e il raccordo con i Coc (Centri operativi comunali), mentre i Comuni dovranno attivarsi per far fronte a una serie di incombenze: dall’assistenza alla popolazione al censimento del danno, dalle comunicazioni all’impiego del volontariato, alla logistica. A questa esercitazione ne seguirà un’altra, il 30 e 31 maggio, quando verrà invece testato lo scenario 3, quello in cui si assume che le deformazioni del suolo subiscano un incremento nel sollevamento. Ad ottobre, poi, è programmata una terza e più ampia esercitazione per mettere alla prova la risposta operativa in caso di rischio vulcanico nell’ambito del Piano nazionale Campi Flegrei, già sperimentato nel 2019 e poi aggiornato.

Ci saranno altre scosse?

Lo sciame sismico che da ieri è in corso ai Campi Flegrei «ha rallentato il suo ritmo, ma non è ancora finito», ha detto all’Ansa il vulcanologo Mauro Di Vito, direttore dell’Osservatorio Vesuviano dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. Non ci sono segnali che permettano di dire se e per quanto tempo lo sciame proseguirà né se a questo sciame sismico potranno seguirne altri, ma «data la deformazione del suolo che sta interessando l’area è evidente che ci aspettiamo anche altri eventi», ha osservato Di Vito. Nel frattempo si lavora per raccogliere nuovi elementi: «facciamo misure di tutti i parametri possibili» e siamo implementando la rete di monitoraggio in aree finora meno trascurate». Si controllano anche tutti i fenomeni legati alla condizione del magma: «le analisi dei gas stanno evidenziando un aumento delle temperature e della pressurizzazione del sistema idrotermale superiore, con valori del gas emesso pari a 4.500 tonnellate di CO2 al giorno emessa dal sistema delle solfatare in località Pisciarelli». Misure analoghe sono state estese nel golfo. Nell’Osservatorio Vesuviano, intanto, ricercatori e tecnici stanno lavorando ormai da 24 ore: «i ritmi per il personale stanno diventando intensi, c’è una grande pressione e avremmo bisogno di più personale». Molti ricercatori dell’Ingv sono andati spontaneamente a dare aiuto agli addetti alla Sala di monitoraggio, dove nella notte si sono continuati a registrare terremoti con una frequenza di 10 o 20 secondi.

Vesuvio a rischio?

A seguito di un’eruzione vulcanica e possibile la formazione di un flusso costituito da una miscela di frammenti, in prevalenza vulcanici, e acqua della consistenza del fango che tende ad incanalarsi lungo le valli e a fermarsi ai piedi dei versanti. Il fenomeno, chiamato lahar, rappresenta uno dei piu pericolosi tra quelli che accompagnano o seguono le eruzioni vulcaniche: a causa della potenza distruttiva che li contraddistingue, possono provocare cambiamenti significativi nel paesaggio, con impatti drammatici sulla popolazione e sulle infrastrutture. Secondo gli autori delle ricerche la Piana Campana, ovvero l’area pianeggiante che si estende dal Tirreno all’Appennino Campano, dal Garigliano alla Penisola Sorrentina, e che comprende anche i Campi Flegrei e il Vesuvio, risulta essere particolarmente soggetta agli effetti delle colate di lava perchèle pendici dei vulcani Vesuvio (propriamente, Somma-Vesuvio) e Campi Flegrei, insieme alle valli e ai rilievi appenninici, sono ricoperte da depositi piroclastici delle eruzioni esplosive di questi vulcani, facilmente rimobilizzabili dopo piogge intense e/o prolungate. La scoperta si deve alle analisi di campioni prelevati in circa 500 punti della Piana, agli scavi archeologici e agli scavi per analisi vulcanologiche. Uno dei tre studi ha inoltre messo a punto una serie di mappe di pericolosità probabilistica, con le relative incertezze legate anche alle differenti possibili condizioni ambientali come il vento, dei pericoli di colate laviche nell’intera area.

Il vertice

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni presiederà domani a palazzo Chigi un vertice interministeriale sulla situazione ai Campi Flegrei dopo lo sciame sismico di ieri sera. Lo annuncia il ministro della Protezione Civile Nello Musumeci sottolineando che sul tavolo ci saranno «eventuali ulteriori interventi da parte del governo, dopo quelli già promossi e in corso di attuazione con il decreto legge dell’ottobre scorso». «Sono in costante contatto con il presidente del Consiglio Giorgia Meloni – ha aggiunto Musumeci» che segue sin da ieri sera la situazione».

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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