L’Istat smentisce ancora la sinistra: è ancora boom occupazione

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Un ragazzo in cerca di lavoro davanti a una agenzia interinale, in una foto del 31 maggio 2010 a Pisa. ANSA/ FRANCO SILVI
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Buone notizie dal fronte occupazione. Dopo la frenata di gennaio (-40mila occupati), a febbraio, ha appena reso noto l’Istat, con i dati provvisori, il mercato del lavoro segna una nuova crescita dell’occupazione: +41mila unità. Il risultato è frutto di un vero e proprio boom delle assunzioni stabili, salite in un solo mese di ben 142mila unità. I contratti a termine sono invece calati di 76mila unità. Arretrano anche gli indipendenti, -26mila lavoratori autonomi. I dipendenti permanenti raggiungono 15 milioni e 969mila unità. Guardando alle fasce d’età, l’occupazione sale per gli over25. Il tasso di occupazione generale arriva al 61,9% (+0,1 punti), raggiungendo così un nuovo picco. Un’altra di quelle notizia che non si sa come mai a sinistra guardano con fastidio.

L’occupazione torna a crescere per effetto dell’aumento dei dipendenti permanenti che raggiungono i 15 milioni 969 mila. Il numero degli occupati – pari a 23 milioni 773mila – è superiore a quello di febbraio 2023 di 351mila unità. Entrando nello specifico, l’occupazione cresce (+0,2%, pari a +41mila unità) tra gli uomini, i maggiori di 24 anni e i dipendenti permanenti; cala invece tra le donne, i 15-24enni, i dipendenti a termine e gli autonomi. L’aumento del numero di persone in cerca di lavoro (+2,5%, pari a +46mila unità) interessa entrambi i generi e ogni classe d’età. La diminuzione del numero di inattivi (-0,5%, pari a -65mila unità, tra i 15 e i 64 anni) si osserva sia per gli uomini sia per le donne e tutte le classi d’età; ad eccezione dei 15-24enni tra i quali l’inattività cresce. Confrontando il trimestre dicembre 2023-febbraio 2024 con quello precedente (settembre-novembre 2023), si registra un aumento del livello di occupazione pari allo 0,3%, per un totale di 65mila occupati.
I dati seguono un trend è confortante. Nel quarto trimestre 2023 le cose erano andate particolarmente bene. L’input di lavoro, misurato dalle ore lavorate, era aumentato dello 0,8% rispetto al trimestre precedente; e del 2,4% rispetto al quarto trimestre 2022. I dati di febbraio proseguono nel delineare una situazione confortante. Il cammino è ancora lungo, come più volte affermato dalla premier e dai rappresentanti del governo, ma la via seguita in questo anno e mezzo di governo è quella giusta. Lo dicono i numeri.
© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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