
A Bari è arrivata la commissione d’accesso agli atti, inviata dal ministro Piantedosi sulla scorta di un’inchiesta che ha portato all’arresto di due consiglieri e a svelare trame inquietanti e collusioni tra politici e un’azienda che opera per il comune pugliese. Decisione sacrosanta, ma contrastata fortemente dalla sinistra e da chi non conosce nemmeno l’Abc sulla legge relativa agli scioglimenti degli enti locali. Legge che stabilisce che le commissioni possono essere inviate laddove vi sia anche un presunto condizionamento, anche se questo condizionamento non è dovuto al comportamento diretto del sindaco. Dunque, quella di Piantedosi è una decisione sacrosanta.
Ma dopo Bari, il Viminale deve svegliarsi anche in altre realtà territoriali, quelle della provincia di Napoli in primis. Ci sono almeno 5-6 comuni da sciogliere o quanto meno da attenzionare con l’invio di commissioni ispettive. Comuni in cui parentele, frequentazioni e intrecci di affari e politica sono emersi con una chiarezza lampante. Non solo Melito, dove il sindaco è ancora alle prese con un processo per mafia, ma anche altri comuni limitrofi.
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