ASSOLTO dall’accusa di VIOLENZA SESSUALE e STALKING: terminato l’incubo di un giovane accusato dalla ex fidanzata

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La Corte d’Appello di Napoli ha assolto con formula piena R.A., un giovane accusato nel 2017 dalla ex fidanzata di violenza sessuale e stalking. Nel 2019 il processo si era concluso, in primo grado, con l’assoluzione del giovane per il solo reato di stalking e la condanna, per violenza sessuale alla pena di anni 5  di reclusione. La decisone inaspettata della Corte d’Appello giunge a seguito dell’impugnazione presentata dal legale dell’imputato, Avv. Carlo Carandente Giarrusso (FOTO IN BASSO), nel processo di secondo grado, celebratosi la scorsa settima, per il quale il Procuratore Generale aveva richiesto la conferma della sentenza e delle sanzioni accessorie irrogate in primo grado dal Tribunale di Napoli Nord.

Per dovere professionale e tutela della privacy dei protagonisti di questa particolare vicenda giudiziaria non faremo i nomi, convenzionalmente chiameremo ANTONIO, l’imputato e ANTONELLA, la presunta persona offesa.

Dalla testimonianza resa dalla persona offesa e dal fratello, dai tabulati telefonici e dall’attività di Polizia Giudiziaria, emergeva che la ragazza all’epoca dei fatti di qualche anno più grande, aveva iniziato a frequentare ANTONIO, appena ventenne, nel giugno del 2017 e alla fine dello stesso mese era cominciata una vera e propria relazione sentimentale durata cinque mesi. Nella denuncia sporta dalla presunta vittima nel dicembre 2017, ANTONELLA raccontava e denunciava l’ex fidanzato di aver intrattenuto un rapporto non consenziente e che da quel giorno avrebbe iniziato a cambiare atteggiamento verso il compagno con il fine di distaccarsene sempre di più, sino a mantenere la decisione di volerlo lasciare, cosa che gli avrebbe comunicato a metà novembre 2017, mentre era in auto. A tale decisione, ANTONIO l’avrebbe insultata dandole degli schiaffi e stringendole forte le mani al collo. Dopo tali fatti, ANTONIA si sarebbe recata subito in Ospedale, ma dopo aver atteso qualche ora sarebbe andata via senza essere visitata. Da quel momento, a suo dire, la vita sarebbe diventata un inferno, in quanto, giorno e notte, ANTONIO, le avrebbe mandato messaggi e chiamato informandola di ritornare insieme tanto da esser costretta a bloccare il suo numero. In particolare, in uno di questi messaggi, racconta e denuncia che le avrebbe scritto “attenta a come ti muovi”. Pe porre fine a questa situazione, ANTONIA, raccontava, inoltre, che aveva deciso a fine novembre 2017 anche di incontrarlo allo scopo di chiedergli di smetterla di perseguitarla. In questa occasione lo aveva aspettato fuori alla sua abitazione e ANTONIO, appena giunto l’avrebbe insultata, mettendole le mani al collo. Stando sempre al suo racconto, sarebbe riuscita a liberarsi e lo avrebbe colpito alla testa con una sbarra di ferro che aveva trovato a terra, scappando subito dopo via.

A seguito dell’appello, la Corte partenopea accogliendo le argomentazioni del difensore, Avv. Carlo Carandente Giarrusso, che faceva emergere elementi di contraddizione nel narrato della presunta persona offesa, nonché l’errata valutazione di alcun evidenze istruttorie, ha riformato la sentenza mandando assolto l’imputato perché il fatto non sussiste, terminando così per il giovane un incubo durato ben sei anni e mezzo.

 

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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