Aveva piazzata una bomba artigianale sotto l’automobile di un ufficiale della guardia di finanza di Bacoli (Napoli). Dopo sette mesi di lunghe indagini è stato arrestato Franco DI PIERNO, ritenuto dagli inquirenti autore del folle gesto che rischiò di ammazzare un finanziere. Di recente è stato raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere disposta dal Giudice per le indagini preliminari Dr. Nicola Marrone. Di Pierno è accusato di tentato omicidio con l’aggravante della premeditazione per aver «confezionato, detenuto e portato in luogo pubblico un ordigno esplosivo improvvisato».
L’ufficiale della GDF era alla guida della sua autovettura quando, mentre rincasava presso la sua abitazione, fu azionato l’ordigno esplosivo piazzato sotto il veicolo innescato dall’indagato che si trovava a pochi metri dal luogo dell’esplosione.
La vittima miracolosamente uscì illesa nonostante la terribile deflagrazione distrusse completamente l’autovettura in pochi minuti. Gli artificieri nella relazione accertarono “il rinvenimento ad una distanza di circa 65 m. dalla vettura di un frammento di lamiera del peso di circa gr. 633 riconducibile al vano della ruota di scorta che era verosimilmente a contatto e/o vicino al punto in cui è stato collocato l’ordigno ed è stato poi strappato via dall’esplosione e proiettato a notevole distanza”. Gli artificieri hanno, inoltre, potuto constatare che «coloro i quali hanno posizionato l’ordigno avevano la piena coscienza e volontà di provocare danni a quella autovettura e cagionare la morte del conducente e/o eventuali occupanti del veicolo”.
IL MOVENTE
Dall’ordinanza di custodia cautelare emergono inquietanti dettagli che spiegano quale potrebbe essere il movente che abbia spinto il DI PIERNO a tentare di ammazzare l’Ufficiale della Guardia di Finanza.
Secondo gli inquirenti l’indagato aveva premeditato da diversi mesi l’attentato alla vita del finanziere. L’autovettura dell’indagato è stata accertata sul luogo dello scoppio in diversi momenti. Lo stesso nei giorni antecedenti avrebbe alloggiato persino in alberghi vicinissimi all’abitazione del finanziere per studiare al meglio le successive mosse.
Dalle indagini condotte dai carabinieri del nucleo investigativo, il mandato omicidiario potrebbe trovare origine nei contrasti fra l’incolpevole vittima e la sua ex moglie.
Il Finanziere, infatti, era sposato in passato con la compagna dell’indagato e la stessa aveva anche generato un figlio. Il rapporto si concluse in maniera conflittuale e in virtù di questo, rilevante è – secondo gli inquirenti – l’incontro che si tenne in data 06.04.2023 tra l’ex compagna della vittima, suo fratello, sua madre, suo figlio e il Di Pierno nei pressi di un bar in provincia di Chieti. Nel corso del summit l’indagato e l’ex compagna dell’ufficiale dialogarono per alcune ore. Gli inquirenti hanno accertato che entrambi prima dell’incontro, in via preventiva, non avevano con sé i telefoni cellulari. In un interrogatorio successivo all’incontro sia il fratello dell’ex compagna della vittima sia la mamma della donna negarono
Secondo gli inquirenti: “L’affettuoso scambio di saluti ed il lungo dialogo tra il Di Pierno e l’ex coniuge della persona offesa forniscono una più che verosimile chiave di lettura della condotta in esame, che in assenza di un qualsivoglia altro elemento di collegamento tra l’indagato e l’ufficiale della GdF vittima dell’attentato, riconduce la natura dello stesso al suo ambito familiare ed al conflittuale rapporto tra i due coniugi separati”.
È questa la pista più accreditata che hanno accertato i Carabinieri del nucleo investigato. Al momento il DI PIERNO è detenuto presso un penitenziario. Nei prossimi giorni si svolgerà l’interrogatorio dell’uomo davanti al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli.
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