MARANO, GIUNTA MORRA? IL SINDACO PRENDE TEMPO E INTANTO DICE VOLER APRIRE AD ALTRI. LE MOSSE PER RENDERE ININFLUENTI I “DESTRI” INTERNI, I DEFENZIANI E ALTRI

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Perché il sindaco Matteo Morra, esponente storico del Pd, nato e pasciuto comunista e poi – come tanti altri – folgorato sulla via del riformismo, ha – dopo la vittoria – sentito la necessità di aprire ulteriormente alle forze di opposizione? Dopo aver incassato il sostegno di Giaccio e Carandente (Fdi) e quello del gruppo Baiano e con ogni probabilità di altri, che necessità aveva?

Lo ha fatto per garantirsi ampio appoggio sui temi più delicati e controversi, come il Puc? Questa è una ragione, certo, ma ve ne è anche un’altra più politica. Morra si è fatto bene i conti e ha capito che, così come si è delineato il futuro consiglio comunale, qualche rischio lo potrebbe correre se i non “comunisti” della coalizione (Catuogno, Di Marino, Aria, Battilomo e altri) dovessero mettersi di traverso in futuro. Da qui la necessità di provare ad allargare per rendere meno influente la presenza dei “destri” e dei defenziani in maggioranza. Morra dunque ha aperto quasi a una giunta di salute pubblica, che era un po’ il progetto fortemente auspicato da tanti in campagna elettorale: dal terzo polo, da Stefano Stanzione, dai cespugli centristi, da parte della destra e finanche dal mondo socialista.

Una giunta di salute pubblica, o giù di lì, per blindarsi e mettere con le spalle al muro da un lato gli “interni” di non matrice comunista-progressista; dall’altro per isolare la Fanelli all’opposizione che ha già ribadito, almeno sono queste le parole pronunciate in una recente intervista al nostro portale, che non farà ostruzionismo sui provvedimenti ritenuti nell’interesse della cittadinanza ma nemmeno sconti ai cugini-rivali del Pd. Morra, dunque, sta anticipando tempi e mosse di amici e avversari: ha capito, da furbo e calcolatore qual è, che se Giaccio, Fanelli, Di Fenza e i suoi, Catuogno, Di Marino (ma è difficile perché è solitamente allineato e coperto), qualche altro oppositore e qualche altro consigliere deluso dall’attuale “spartizione” di giunta dovessero fare fronte comune, la sua giunta potrebbe in futuro scricchiolare.

In quest’ottica si gioca anche un pezzo di partita con la famiglia Carandente e con Giovanni Porcelli. Demos ha chiesto la presidenza del Consiglio comunale. Poi, in un secondo momento, su richiesta di Luigi Carandente, l’ex consigliere pentito di Visconti, in alternativa il ruolo di vicesindaco per sé. Morra ha preso tempo: se cede sulla presidenza del Consiglio, scontenterà il suo partito e l’amico Gaetano Mosella, primo tra gli eletti nel Pd. Se cede sul vicesindaco, potrebbe avere altri tipi di problemi. Morra, al momento, in realtà, non corre pericoli e non li correrà da qui a un anno e mezzo. Se tutto dovesse precipitare, anche al suo interno, non avrebbe difficoltà ad accaparrarsi il sostegno di qualche oppositore, molti dei quali già pronti o già saltati sul carro del vincitore. Ma se tra qualche mese questi oppositori e qualche deluso interno riuscissero a fare gruppo o quanto meno a trovare qualche convergenza, allora potremmo vederne delle belle.

Naturalmente il sindaco e il suo partito, il Pd, negheranno fino alla morte. Ma noi, loro e tanti altri sappiamo che la realtà è quella descritta.

 

© Copyright Fernando Bocchetti, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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