«Siccu» sì, ma non deperito. Anzi, a dispetto della sua malattia, «in perfette condizioni fisiche e sicuramente palestrato». E non depresso, come era apparso all’arresto Bernardo Provenzano, ma «più che reattivo, per niente aggressivo, anzi, a suo modo, ironico». Matteo Messina Denaro ha sorpreso chi ha assistito al suo ingresso nel supercarcere Le Costarelle dell’Aquila, all’1,20 del mattino di ieri. Malgrado fosse la sua prima volta in carcere si è concesso persino qualche battuta. A chi, nel compilare la scheda anagrafica, gli chiedeva: «Precedenti?», il boss, catturato con una falsa identità, ha accennato un sorriso e risposto: «Fino a stanotte ero incensurato poi non so che è successo». E al quesito successivo: «Residenza?», la primula rossa della mafia ne ha abbozzato un altro e risposto: «Non ho mai avuto una residenza». Non si è sottratto al colloquio con la psicologa. E poi ha tolto gli abiti — tutto griffato, dal giaccone di montone, al cappellino uguale, alla camicia — e si è sottoposto alla visita, nella quale è apparso ben curato e senza criticità immediate.
Non ha chiesto nulla. Né attrezzi da palestra, né giornali, né libri, né altro. E alla domanda specifica se avesse cenato o volesse qualcosa da mangiare ha risposto: «Non ho cenato, non avevo fame, ma non mi va nulla. Grazie».
Il personale penitenziario ci tiene a specificare che Matteo Messina Denaro «sarà un detenuto al 41 bis come tutti gli altri». Ne hanno 154 (12 donne e 142 uomini) da sorvegliare gli agenti del Gruppo operativo mobile a Le Costarelle. Uno sforzo enorme che negli anni è cresciuto, come in tutta Italia: nel 2009 erano 564 i detenuti al 41 bis e 742 gli agenti del Gom; ora il rapporto è invertito, con 740 al carcere duro e 635 agenti. A rendere più difficile la sorveglianza anche norme europee che, a tutela della privacy, non consentono più di accendere le telecamere nelle celle 24 ore su 24 sorvegliando il detenuto da remoto come accadeva ai tempi di Riina. Se non per problemi di salute. A meno che le sue condizioni di paziente oncologico lo richiedano, gli agenti dovranno sorvegliare dal corridoio.
Fonte Il Corriere
























