Marano, elezioni 2023. Tante chiacchiere, ma i cittadini vogliono e sono pronti a un reale cambiamento?

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Marano, comune sciolto quattro volte per mafia, reduce dai fallimenti di commissari e politici (da Bertini a Visconti, passando per Liccardo, Perrotta e Cavallo), è pronta a cambiare? C’è voglia di novità e discontinuità rispetto al passato o, come riteniamo noi, c’è solo voglia di un po’ di discreto ordinario?

Tutti, in queste settimane, seppur ufficiosamente, infiocchettano parole e slogan per la città: ma nessuno, proprio nessuno, dice che per fare le cose bene occorrerà mettere a mano e rivoluzionare tante cose. Nessuno lo dice e nessuno lo farà: l’intenzione dei papabili in campo, almeno la maggior parte di essi, è quella di lavorare su fondi extracomunali e poco altro. E invece va cambiato tutto, sia all’interno del municipio sia per quanto concerne l’approccio, la mentalità, lo spirito con cui si affronteranno (gli immani) problemi: dall’acqua ai rifiuti, dal Pip al Galeota, dall’abusivismo edilizio e commerciale alle strade, alle luci e a quant’altro.  Uno spirito che presuppone abnegazione e dedizione assoluta alla causa.

I maranesi vogliono cambiare sul serio o sperano solo che il loro marciapiede sia meno sporco di altri? Per cambiare sul serio, occorre un cambio profondo di mentalità. Chi vuole realmente questo?

© Copyright Fernando Bocchetti, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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