ASSOLTO DA OGNI ACCUSA DI STAMPO MAFIOSO l’IMPRENDITORE CONDANNATO PER BANCAROTTA

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Il Giudice delle indagini preliminari presso il Tribunale di Napoli dott. Della
Ragione, condividendo le tesi giuridiche illustrate dagli avvocati Dario Vannetiello e
Marco Campora, ha assolto dal grave delitto di associazione a delinquere di stampo
mafioso il noto imprenditore, i suoi tre figli Antonio, Massimo e
Francesco, Pirozzi Antonio classe ‘72, nonché altri accusati del medesimo delitto
nell’ambito di una vastissima inchiesta condotta dalla Direzione Distrettuale
Antimafia.
Trattasi indubbiamente di uno dei processi più importanti degli ultimi decenni,
se sol si pensi all’imponente sequestro avvenuto nel corso delle indagini ai danni di
pari a ben 50 milioni di euro.
A rendere straordinaria l’inchiesta di cui si discorre è il numero delle volte in
cui sono stati chiamati a decidere il Tribunale del riesame di Napoli, ben 7 volte, e la
Suprema Corte di Cassazione, ben 5 volte, tra misure personali e reali.
Trattasi di un unicum nel pur variegato panorama giudiziario italiano.
L’imprenditore, i suoi familiari, i tecnici delle sue aziende sono stati di
fatto indagati per oltre un decennio, atteso che già nel lontano anno 2012 furono
raggiunti da sequestri ed arresti.
All’esito della intensa battaglia giudiziaria appare innegabile che si è rivelata
vincente la linea difensiva, la quale, nel corso del tempo, grazie alle decisioni assunte
dal Tribunale del riesame di Napoli e dalla Suprema Corte di Cassazione ha
annullato prima l’arresto, poi ha ottenuto il dissequestro di beni di
ingentissimo valore tra cui società, beni immobili, hotel, autovetture di lusso, orologi
e preziosi per poi, oggi, ottenere anche l’assoluzione dal reato di associazione a delinquere di stampo mafioso nonché dai reati di riciclaggio, autoriciclaggio e
intestazione fittizia, reati per i quali il P.M. aveva invocato la
condanna ad anni 12 di reclusione.
Le uniche ipotesi accusatorie che hanno trovato l’avallo della Autorità
Giudiziaria sono stati tre distinti reati di bancarotta fraudolenta, illeciti per i quali va
segnalato il giudice ha però escluso l’aggravante mafiosa.
Il verdetto di colpevolezza è intervenuto per soli 3 delitti di bancarotta
fraudolenta ed è così rappresentato: esclusa l’aggravante mafiosa, condanna a anni 2 e mesi 6, M. Antonio ad anni 2 e mesi 4, M. Francesco,
M. Massimo, Pirozzi Antonio cl. 72, Carlino Raffaele, Gallucci Vincenzo e
Pezone Anna alla pena di anni 2 e mesi 3 di reclusione.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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