«Soumahoro sapeva che noi lavoratori eravamo sfruttati e i minori trattati male»: nuove accuse al parlamentare di Sinistra Italiana

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Il sindacalista ivoriano, eletto alla Camera nelle liste di Sinistra italiana e Verdi, in lacrime, sui social ha rivendicato la sua battaglia «per i diritti dei lavoratori sfruttati». E ha promesso di «essere il primo a lottare e scioperare »a fianco dei lavoratori delle cooperative di accoglienza gestite da sua suocera e sua moglie, qualora si accertasse che anche loro sono stati sfruttati. Il deputato che era sembrato sottrarsi al confronto dovrebbe vedersi a breve, forse oggi pomeriggio, con i leader Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli, che comunque annuncia: «Non sarà sospeso, la magistratura indaga, la politica fa la politica». Ma c’è invece chi accusa: «Soumahoro era lì, portava la spesa. Era la sua famiglia. Lui era a conoscenza di quello che accadeva lì dentro».

Il testimone

Youssef Kadmiri, 42 anni, è un ingegnere nato a Marrakesh e non parla per sentito dire. E’ un testimone e una vittima di quello sfruttamento. E racconta al Corriere qualcosa di molto più grave di ciò che è emerso. Dice di essere stato pagato «due volte in due anni». Meno di quanto pattuito: «un totale di 6mila euro». Senza contratto, come altri suoi colleghi, alcuni dei quali ricevevano «bonifici dal Ruanda». «Ero operatore sociale, traducevo i ragazzi che venivano dalla Libia, dall’Albania, dal Bangladesh, dal Marocco. Ma poi facevo anche manutenzione. Le guardia la notte. L’orario non era giusto. Tante volte ho chiesto il contratto, sempre scuse. E lo stipendio di 1000-1200 euro non arrivava. Dicevano “mi dispiace”. Ma io dovevo pagare l’affitto. Dopo 6 mesi ho avuto 3000 euro. Poi niente. Per un anno e mezzo. Poi solo altri 3000». «La “capa” era la suocera di Soumahoro. Ma lui veniva, lo vedevamo spesso. Portava da mangiare».

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TERRANOSTRA | NEWS
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