PUNTI DI VISTA. Elezioni, vince la destra e al sud l’astensionismo

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Il partito FdI ha vinto nel Paese, l’astensionismo al Sud l’ha fatto da padrone con un recupero di voti del Movimento 5 Stelle per cui una riflessione è d’obbligo: ciò non può significare che quel ciclo storico che
parte da Tangentopoli (1992) , volge a termine ed il successo del Partito Fratelli d’Italia ed un Governo a guida Meloni, espressione di un soggetto di una Destra estrema che vede il Paese Italia allontanarsi da Paesi costituenti della CECA ed allinearsi alla Polonio ed all’ Ungheria potrebbe rallentare quel percorso dell’ Europa Politica che tanta necessita al nostro Paese ed ai Mezzogiorno d’Europa per cui l’inizio di un nuovo corso necessita della costruzione di nuovi soggetti partitici.. infatti la distruzione di una classe politica e la conseguente eliminazione dei partiti di chiara espressione
riformista vengono spazzati via e , come logica conseguenza, si posizionano il P.D.S. e successivamente i Partito Democratico (2007, PDS-Margherita) a capeggiare il Fronte Progressista e nasce Forza Italia per una Alleanza Conservatrice con a capo Silvio Berlusconi per cui si determina un bipolarismo estremo, inadeguato per le aspettative del Paese , entrambi raggruppamenti privi di un Progetto Italia capace di
superare le difficoltà del Paese ed attutire se non superare le distanze tra Nord e Sud del Paese. Nel suo percorso contorto della durata di sei lustri si registra prima il Populismo della Lega che cerca di espandersi al Sud ed alle Isole e poi quello del Movimento 5 Stelle che con le precedenti elezioni politiche raggiunge un risultato inaspettato circa il 34% , con il duo Casaleggio-Grillo dichiarando il Movimento, non di destra né di sinistra poi con l’avvocato del popolo, Conte, ridimensionato a quasi 16,% con un recupero
sorprendente al Sud per il diffuso Reddito di Cittadinanza ed uno spostamento a sinistra per la sua sopravvivenza a fronte dell’avanzata del sovranismo. Come è una forzatura invocare le barricate è altrettanto forzatura definire il populismo di sinistra, né che possa essere espressione di cultura socialdemocratica, riformista. Al dimensionamento di Forza Italia e dei 5Stelle, i due sconfitti, restano la Lega per la sua contraddizione di
essere espressione nazionale con il suo ridimensionamento all 8,8% ed il Partito Democratico sotto il 20% al quale è venuto meno il ruolo centrale di costruire la larga intesa del fronte progressista e vantarsi di essere unica espressione riformista, incalzato a sinistra dal populismo dei 5 Stelle. Mentre il nuovo si vede nel Terzo Polo che come ha dichiarato lo stesso leader Carlo Calenda, se è vero che non è stato raggiunto il
risultato a doppia cifra e le condizioni sperate per un probabile ritorno del Governo o dell’agenda Draghi il progetto resta ambizioso con nuovo soggetto politico di espressione prettamente Riformista, come in una precedente dichiarazione l’ ex Ministro Mara Carfagna ha sostenuto il nuovo soggetto deve essere Liberale Sinistra Riformista, partito che necessita al Paese. La medesima che all’interno del Governo si è battuta affinché i fondi del PNRR assegnati al Mezzogiorno fossero della misura del 40% con il rischio che il nuovo
Governo possa subire ritardi ed i finanziamenti comunitari delle decurtazioni. In coerenza per il mancato proseguimento del Governo Draghi , unitamente ad un gruppo di colleghi ha preso le distanze da Forza Italia che in termini di voti è quasi alla pari, crede nel nuovo soggetto politico in via di costruzione e non può esimersi che la forza di un partito politico si costruisce dal basso, dalle realta’ locali e quindi il Paese necessita di una nuova legge elettorale dove il cittadino possa scegliere chi rappresentarlo.

Franco De Magistris

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TERRANOSTRA | NEWS
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