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“Non sono d’accordo ad abolire il reddito di cittadinanza“, ma solo “per disabili o inabili al lavoro“. Per tutti gli altri, invece, evidentemente sì. E ancora: “Io sono d’accordo con quella norma, approvata poco prima della fine del governo Draghi, che dice che è meglio permettere alle aziende di fare la proposta direttamente ai percettori del reddito, e se non la accettano sono le aziende stesse a segnalare che la persona non deve più avere il reddito”. Dal Meeting di Comunione e Liberazione, con un paio di frasi attentamente misurate, Luigi Di Maio rinnega la misura-simbolo della sua carriera politica. Lo fa accodandosi – lui che ne è stato il creatore –ad altri partiti.
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