L’impianto fognario della zona collinare di Marano, un’infrastruttura attesa da decenni da cittadini, continua a non essere pienamente operativo nonostante il completamento di gran parte delle opere.
Per quanto riguarda l’impianto di sollevamento di Torre Caracciolo, una volta ultimati i lavori l’opera è stata consegnata dalla SOGESID al Comune di Marano. Tuttavia, non è mai entrata in funzione a causa della mancanza del manufatto fognario nel tratto compreso tra l’incrocio di via Soffritto e via Marano Pianura, fino allo stazionamento ANM 144, dove è ubicato l’impianto.
Oggi tutti i rami fognari mancanti risultano completati e regolarmente collaudati. Nel frattempo, però, l’impianto è stato oggetto del furto di tutte le apparecchiature elettriche, rendendolo inutilizzabile. Sarà quindi il Comune di Marano a dover provvedere al ripristino delle attrezzature e alla rimessa in esercizio dell’impianto, per poi consegnarlo ad ABC Napoli, soggetto competente per la gestione e la manutenzione della rete fognaria e degli impianti di sollevamento.
Diversa, ma altrettanto significativa, la situazione dell’impianto di sollevamento di via Cinque Cercole. I lavori della rete fognaria erano iniziati nel 2006, ma furono successivamente sospesi in seguito all’apertura della discarica di Chiaiano. Nel 2008 venne richiesto un finanziamento al Ministero dell’Ambiente per consentire il completamento della fogna pluviale lungo via Cinque Cercole, in direzione della Vasca Tirone.
Successivamente, il Comune di Napoli, utilizzando le economie residue del Lotto 2 dei lavori fognari della Collina dei Camaldoli, ha completato l’impianto di sollevamento, che è stato collaudato e consegnato ad ABC Napoli.
Nonostante ciò, l’impianto non è ancora entrato in funzione perché manca il contratto di fornitura dell’energia elettrica con ENEL. Secondo quanto riferito, nonostante i ripetuti solleciti del Comune di Napoli, ABC non ha ancora attivato l’impianto, che resta fermo.
La vicenda rappresenta uno dei principali nodi irrisolti del sistema fognario della zona collinare di Marano. Dopo anni di lavori, finanziamenti e collaudi, i cittadini attendono ancora che un’infrastruttura strategica per la tutela del territorio e dell’ambiente diventi finalmente pienamente operativa.
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