Superbonus, niente proroga: dal governo stop ad altri fondi. Ma si tratta sulle cessioni

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Stop al Superbonus. Dal governo è arrivato un “alt” alle proroghe delle misure per chi ha intenzione di avviare i lavori. Al momento infatti non è prevista la disponibilità a mettere in campo altre risorse. La rinuncia ai fondi è emersa nel corso della riunione tra la maggioranza e l’esecutivo alla Camera. D’altro canto però ci sarebbe la disponibilità a verificare la possibilità di allargare le maglie del meccanismo delle cessioni, ampliandolo ad altri soggetti oltre alle banche, con la sola esclusione delle persone fisiche. Già, perché tra i problemi con cui si è scontrato il Superbonus c’è il rincaro dei materiali, i tempi dei lavori oltre che la questione della cessione dei crediti d’imposta da parte delle banche. Il governo ora vorrebbe sbloccare il meccanismo e allargare la platea alla quale richiedere il credito, venendo incontro alle famiglie e alle imprese.
La situazione Superbonus si fa quindi più ingarbugliata: era già piuttosto seria, con i dati Enea che avevano rivelato come a maggio scorso i 33,3 miliardi stanziati dal governo per il Superbonus, e che dovevano bastare fino al 2036, erano già esauriti, a fronte di richieste che hanno toccato quota 33,7 miliardi. Adesso lo stop alle proroghe. Ma il caos Superbonus non è dato solo dai fondi insufficienti: c’è il problema del caro materiali, dei ritardi nei lavori e, soprattutto, dalla paralisi del sistema della cessione dei crediti d’imposta da parte delle banche. Per quest’ultimo punto arriva dunque ora l’apertura del governo: obiettivo sbloccare il meccanismo e allargare le maglie dei soggetti, diversi dalle banche, ai quali poter cedere il credito fiscale e aiutare così migliaia di famiglie e imprese.

 

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TERRANOSTRA | NEWS
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